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Direttiva 2007/46/CE

8 provvedimenti

Accise gasolio commerciale: stop rimborsi per Euro 2
Una società di trasporti ha richiesto il rimborso delle Accise gasolio commerciale per autobus originariamente Euro 2, aggiornati con filtri antiparticolato (FAP) per raggiungere standard emissivi superiori. L'Agenzia delle Dogane ha negato il beneficio, poiché la legge esclude esplicitamente i veicoli Euro 2 o inferiori. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che l'installazione del FAP incide solo sulla circolazione urbana e non muta la categoria strutturale del veicolo ai fini fiscali. Le agevolazioni tributarie, essendo norme eccezionali, non ammettono interpretazioni estensive.
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Agevolazioni gasolio: FAP non basta per l’Euro 2
Una società di trasporti ha richiesto il rimborso delle accise sul gasolio, sostenendo che i suoi veicoli Euro 2, aggiornati con filtri antiparticolato (FAP), dovessero beneficiare delle agevolazioni gasolio per categorie superiori. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che, ai fini fiscali, conta esclusivamente la categoria Euro di omologazione originale del veicolo. L'installazione del FAP migliora un solo parametro ambientale ma non riclassifica il veicolo ai fini delle agevolazioni tributarie.
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Gasolio commerciale: no agevolazioni con filtri FAP
Una società di trasporti si è vista negare il rimborso delle accise sul gasolio commerciale per i suoi autobus. Sebbene i veicoli, originariamente Euro 2, fossero stati dotati di filtri antiparticolato (FAP) per migliorare le emissioni, la Corte di Cassazione ha stabilito che ai fini dell'agevolazione fiscale conta la categoria di omologazione originale del veicolo e non le modifiche successive. La normativa nazionale, che esclude i veicoli Euro 2 o inferiori dal beneficio, è stata ritenuta legittima e non in contrasto con le direttive europee.
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Agevolazione gasolio: No al FAP su veicoli Euro 2
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'installazione di un filtro antiparticolato (FAP) su un veicolo Euro 2 non è sufficiente per accedere all'agevolazione gasolio per autotrazione, riservata a veicoli di categoria Euro 3 o superiore. La Corte ha chiarito che il montaggio del FAP non modifica la categoria di omologazione originaria del veicolo e che la normativa nazionale, la quale limita il beneficio, è perfettamente compatibile con le direttive europee, in quanto mira a incentivare il rinnovo del parco veicoli e non la modifica di mezzi obsoleti.
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Credito d’imposta gasolio: No al FAP per Euro 2
Una società di autotrasporti si è vista negare il credito d'imposta sul gasolio per i suoi veicoli Euro 2, nonostante avesse installato filtri antiparticolato (FAP) per migliorarne la classe ambientale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, ai fini del beneficio fiscale, è rilevante unicamente la categoria di omologazione originale del veicolo e non gli aggiornamenti successivi. La normativa agevolativa, essendo di stretta interpretazione, non può essere estesa a casi non espressamente previsti, e la sua finalità è incentivare il rinnovo del parco veicoli, non l'adeguamento di quelli obsoleti.
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Credito d’imposta gasolio: No con FAP su Euro 2
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti che chiedeva il credito d'imposta gasolio per veicoli Euro 2, ai quali era stato installato un filtro antiparticolato (FAP). Secondo la Corte, il beneficio fiscale è legato esclusivamente alla categoria di omologazione originale del veicolo e non alla sua classe ambientale effettiva dopo le modifiche. L'installazione del FAP, pur migliorando le emissioni, non altera la classificazione originaria del mezzo ai fini dell'agevolazione, la cui finalità è incentivare il rinnovo del parco veicoli e non la modifica di quelli obsoleti.
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Credito d’imposta gasolio: No per veicoli con FAP
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito d'imposta gasolio per autotrasporto non spetta ai veicoli originariamente omologati come Euro 2, anche se successivamente dotati di filtri antiparticolato (FAP) che ne migliorano le prestazioni ambientali. La Corte ha chiarito che, ai fini dell'agevolazione fiscale, rileva unicamente la categoria Euro assegnata al momento della prima immatricolazione e non la classe ambientale effettiva raggiunta in seguito a modifiche tecniche.
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Danno da pratica scorretta: onere della prova
La Corte d'Appello di Genova ha riformato una sentenza di primo grado, negando il risarcimento a un consumatore nel contesto dello scandalo 'dieselgate'. La decisione chiarisce che, per ottenere un risarcimento, non è sufficiente dimostrare l'esistenza di una pratica commerciale scorretta da parte del produttore di auto. Il consumatore ha l'onere di provare il 'danno conseguenza' specifico e concreto, ovvero il pregiudizio economico effettivamente subito, e il nesso causale tra la pratica e tale danno. In assenza di questa prova, la domanda di risarcimento viene respinta.
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