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direttiva 2006/112/CE, art. 63

5 provvedimenti

Detrazione IVA: la Cassazione sulle operazioni fittizie
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di indebita detrazione IVA contestata dall'Amministrazione Finanziaria a una società energetica. La contestazione riguardava sia operazioni soggettivamente inesistenti (una vendita circolare di energia elettrica tra società del gruppo) sia operazioni oggettivamente inesistenti (servizi di consulenza fatturati da una società 'cartiera'). La Corte ha cassato la sentenza di appello, che aveva dato ragione al contribuente, stabilendo due principi chiave. Primo, il giudice di secondo grado aveva omesso di pronunciarsi sulla questione delle fatture per operazioni oggettivamente inesistenti. Secondo, e più importante, ha ribadito che il diritto alla detrazione IVA non sorge per operazioni simulate, anche se non vi è un danno diretto per l'Erario. La semplice finzione soggettiva dell'operazione è sufficiente per escludere la detrazione.
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Nullità contratto e IVA: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16279/2024, ha stabilito un importante principio in materia di nullità contratto e detrazione IVA. Un contratto di compravendita, nullo secondo il diritto civile a causa di un palese conflitto di interessi del notaio rogante, non comporta automaticamente l'indetraibilità dell'IVA. La Corte, richiamando la giurisprudenza europea, ha chiarito che il diritto alla detrazione viene meno solo se l'Amministrazione Finanziaria dimostra che l'operazione era fittizia, parte di un'evasione fiscale o costituiva un abuso del diritto. La sentenza di merito è stata cassata perché non aveva svolto queste necessarie verifiche sulla sostanza dell'operazione.
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Rimborso IVA tardivo: la Cassazione sui termini
Una società di infrastrutture ha richiesto un rimborso per l'IVA versata in eccesso, ma l'istanza è stata considerata un rimborso IVA tardivo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il termine di decadenza applicabile è quello biennale previsto dall'art. 21 del D.Lgs. 546/1992. Il termine decorre dal momento in cui il contribuente ha la possibilità di accertare l'errore, ovvero dalla ricezione delle fatture del subappaltatore con l'aliquota corretta, e non da scadenze successive legate alla rendicontazione del progetto.
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Operazioni circolari: la Cassazione nega detrazione IVA
Una società energetica si è vista negare la detrazione IVA per delle operazioni circolari ritenute fittizie dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22794/2025, ha stabilito che la detraibilità dell'imposta è subordinata all'effettività dell'operazione, anche in assenza di un danno economico per l'Erario. La Corte ha cassato la decisione di secondo grado che aveva dato ragione al contribuente, rinviando la causa per un nuovo esame basato sulla necessità di provare la reale esistenza degli scambi commerciali.
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Interposizione fittizia: no detrazione IVA
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la detrazione IVA a una società, sostenendo che fosse coinvolta in uno schema di interposizione fittizia per aggirare i limiti sulle importazioni di energia. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione del giudice di merito, ha riaffermato il principio della prevalenza della sostanza sulla forma. Se un'entità viene utilizzata come intermediario fittizio per scopi fraudolenti, l'IVA correlata non è detraibile, a prescindere dalla regolarità formale di fatture e pagamenti.
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