Tre individui vengono condannati per una rapina aggravata in un ufficio postale. La loro difesa ricorre in Cassazione sostenendo l'inutilizzabilità dei tabulati telefonici, acquisiti secondo una legge italiana in presunto contrasto con le più severe norme europee sulla privacy. La Corte Suprema, tuttavia, rigetta il ricorso. Il principio chiave non riguarda il conflitto tra leggi, ma la non decisività della prova. La condanna, infatti, si basava su un quadro probatorio solido e autonomo (riconoscimenti fotografici, testimonianze). Anche senza i dati telefonici, la colpevolezza era dimostrata. La richiesta di dichiarare l'inutilizzabilità dei tabulati telefonici diventa quindi irrilevante perché la condanna supera la 'prova di resistenza'.
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