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Direttiva 1999/70/CEE

9 provvedimenti

Indennità di esclusività: no al cumulo per i medici convenzionati
Un medico, dopo aver lavorato in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, vince un concorso pubblico e viene assunto a tempo indeterminato. Il lavoratore chiede il riconoscimento dell'anzianità maturata durante il periodo di convenzione e il pagamento dell'indennità di esclusività. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. I giudici chiariscono che il passaggio al ruolo di dipendente tramite concorso pubblico interrompe la continuità con il precedente rapporto autonomo. Inoltre, l'indennità di esclusività spetta unicamente per i periodi di lavoro subordinato e non può essere estesa ai periodi svolti in regime di convenzione, data la profonda differenza tra le due tipologie di rapporto.
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Graduatorie ad esaurimento: diploma non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7873/2023, ha respinto il ricorso di alcuni docenti in possesso del diploma magistrale conseguito prima dell'a.s. 2001/2002, negando il loro inserimento nelle graduatorie ad esaurimento. La Corte ha stabilito che il solo possesso del titolo non è sufficiente e che l'annullamento di un decreto ministeriale da parte del giudice amministrativo non estende i suoi effetti a chi non ha impugnato l'atto, consolidando un orientamento restrittivo sull'accesso a tali graduatorie.
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Graduatorie ad esaurimento: diploma non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7783/2023, ha stabilito che il solo possesso del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento. La Corte ha rigettato il ricorso di una docente, precisando che l'annullamento di un precedente decreto ministeriale non produce effetti generalizzati (erga omnes) tali da creare un diritto all'inserimento per tutti i docenti in possesso del titolo.
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Graduatorie ad esaurimento: diploma non basta
Un gruppo di insegnanti con 'diploma magistrale' ottenuto entro l'a.s. 2001/2002 ha richiesto l'inclusione nelle graduatorie ad esaurimento (GAE). La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, ribadendo un principio consolidato: il solo possesso del diploma non è un titolo sufficiente per accedere a tali graduatorie. La Corte ha inoltre chiarito che l'annullamento di un decreto ministeriale da parte del Consiglio di Stato non crea automaticamente un diritto generalizzato all'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento per tutti i docenti.
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Graduatorie ad esaurimento: diploma non è sufficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7673/2023, ha stabilito che il solo possesso del diploma magistrale, anche se conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (GAE). La Corte ha rigettato il ricorso di una docente, chiarendo che tali graduatorie sono state chiuse a nuovi inserimenti dalla legge n. 296/2006 e che l'annullamento di un decreto ministeriale da parte del giudice amministrativo non crea un diritto generalizzato all'inserimento.
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Risarcimento contratti a termine: sì, anche con assunzione
Un'azienda sanitaria pubblica ha impugnato una condanna al risarcimento del danno a favore di un'infermiera per l'abuso di contratti a termine, sostenendo che la successiva assunzione a tempo indeterminato della lavoratrice tramite concorso avesse sanato la situazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il diritto al risarcimento per contratti a termine, poiché l'assunzione non era una diretta conseguenza riparatoria dell'abuso, ma l'esito di una procedura selettiva autonoma.
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Proroga contratto a termine: vale la data della firma?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34538/2024, ha stabilito che per una proroga del contratto a termine, la legge applicabile è quella in vigore alla data di decorrenza della proroga stessa, non quella della firma. La Corte ha inoltre ritenuto che l'utilizzo di contratti a termine per coprire esigenze stabili e durevoli costituisce frode alla legge, portando alla conversione del rapporto in tempo indeterminato.
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Contratti a progetto: no a paga da convenzionato
Un veterinario ha lavorato per anni per un'Azienda Sanitaria Provinciale con contratti a progetto, usati per coprire carenze strutturali di personale. La Corte d'Appello gli aveva riconosciuto il diritto alla retribuzione prevista per i medici convenzionati. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, nonostante l'illegittimità dei contratti a progetto, non è possibile applicare automaticamente il trattamento economico di un'altra tipologia contrattuale, come quella del rapporto convenzionato, in assenza di un contratto formale. La richiesta di differenze retributive del professionista è stata quindi respinta.
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Trasferimento personale ATA: no anzianità piena
Un'ex dipendente di un ente locale, trasferita allo Stato come personale ATA, ha richiesto il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio pregressa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la normativa europea sul trasferimento d'azienda protegge il lavoratore da una diminuzione dello stipendio al momento del passaggio, ma non conferisce il diritto al riconoscimento integrale della vecchia anzianità per la futura progressione di carriera e di stipendio. L'obiettivo della tutela nel trasferimento personale ATA è conservare il trattamento economico goduto, non migliorarlo o equipararlo a quello dei dipendenti già in servizio presso il nuovo datore.
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