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Dir. UE 23/2001

5 provvedimenti

Trasferimento d’azienda e affitto: le tutele
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del licenziamento di un lavoratore impiegato in un ramo d'azienda oggetto di molteplici passaggi di gestione. Il caso riguardava un trasferimento d'azienda derivante dalla cessazione di un affitto e dal contestuale subentro di un nuovo affittuario. Secondo i giudici, l'art. 2112 c.c. si applica anche in caso di retrocessione al proprietario, a patto che l'entità economica conservi la sua identità. Tuttavia, la Corte ha negato il ripristino del rapporto di lavoro poiché l'attività era rimasta ferma per oltre un anno dopo il secondo passaggio, interrompendo di fatto la continuità necessaria per il mantenimento automatico del posto di lavoro.
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Trasferimento ramo d’azienda: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un trasferimento ramo d'azienda 'dematerializzato' in assenza di una preesistente e autonoma organizzazione economica. Il caso riguardava alcuni lavoratori ceduti da una società a un'altra, i quali hanno ottenuto la reintegrazione nel posto di lavoro originario. La Corte ha ribadito che non è sufficiente raggruppare arbitrariamente lavoratori e servizi per creare un ramo d'azienda ai fini della cessione; l'entità ceduta deve possedere una propria identità funzionale già prima del trasferimento.
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Trasferimento d’azienda: deroghe e tutele del lavoro
Una lavoratrice ha citato in giudizio una nuova compagnia aerea per non essere stata assunta dopo che questa aveva acquisito le attività del suo ex datore di lavoro insolvente. La lavoratrice ha invocato le norme sul trasferimento d'azienda (art. 2112 c.c.). La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando che nelle procedure di insolvenza finalizzate alla liquidazione sono ammissibili deroghe alle norme di salvaguardia del posto di lavoro. La Corte ha inoltre accertato l'assenza di continuità aziendale tra le due società, requisito fondamentale per l'applicazione della tutela.
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Trasferimento azienda: quando non si applica il 2112
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva l'assunzione presso una nuova compagnia aerea a seguito della liquidazione della precedente. La decisione conferma che la disciplina sul trasferimento azienda (art. 2112 c.c.) non si applica in assenza di continuità aziendale e in presenza di specifiche deroghe legali previste per le imprese in amministrazione straordinaria.
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Trasferimento ramo d’azienda: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20083/2024, ha dichiarato illegittimo un trasferimento di ramo d'azienda poiché l'entità trasferita non possedeva i requisiti di preesistenza e autonomia funzionale. Il caso riguardava un gruppo di lavoratori trasferiti da una società editoriale a una di servizi, ma la Corte ha rilevato che si trattava di una mera esternalizzazione di personale, in quanto il 'ramo' era un aggregato eterogeneo di dipendenti senza un'organizzazione unificante, un know-how comune o beni significativi. La decisione ribadisce che un ramo d'azienda non può essere creato 'ad hoc' al solo scopo del trasferimento.
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