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Dir. 2000/60/CE

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Partite pregresse: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il recupero delle partite pregresse nel servizio idrico è legittimo solo per costi imprevisti e imprevedibili. Il gestore ha l'onere di provare la pertinenza di tali costi rispetto al servizio reso. Inoltre, la prescrizione del diritto alla riscossione inizia a decorrere solo dal momento in cui il gestore è autorizzato dalle autorità competenti a fatturare gli importi, garantendo così l'effettiva possibilità di esercitare il diritto.
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Conguagli tariffari: limiti alla retroattività
La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso di una società di gestione idrica. Stabilisce che i conguagli tariffari retroattivi sono legittimi solo se calcolati secondo le norme vigenti all'epoca della fornitura. La prescrizione decorre non dalla fornitura, ma dall'approvazione formale dei conguagli. Viene confermato l'onere della prova a carico del gestore in caso di consumi anomali contestati dall'utente.
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Conguagli regolatori: quando sono legittimi?
La Corte di Cassazione interviene sulla questione dei conguagli regolatori richiesti da una società di gestione del servizio idrico per consumi risalenti a diversi anni prima. La Corte ha stabilito che tali addebiti sono ammissibili in linea di principio, ma solo per recuperare costi imprevisti e imprevedibili al momento della fornitura. L'onere di dimostrare tale imprevedibilità grava interamente sul gestore. Inoltre, è stato chiarito che il termine di prescrizione per richiedere tali somme non decorre dal periodo di consumo, ma dal momento in cui l'autorità di regolazione autorizza formalmente la fatturazione di tali conguagli.
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Conguaglio regolatorio: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14347/2024, ha stabilito i limiti di legittimità del conguaglio regolatorio nelle bollette del servizio idrico. Il caso riguardava la richiesta di pagamento da parte di una società di gestione idrica a un utente per costi risalenti a diversi anni prima. La Corte ha chiarito che, sebbene il principio europeo del 'full cost recovery' consenta il recupero dei costi, il conguaglio è legittimo solo per costi imprevisti e imprevedibili, non per coprire errori di gestione o normali rischi d'impresa. L'onere di dimostrare la legittimità di tali costi spetta interamente al gestore del servizio.
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Principio precauzione ambientale: stop a impianto idro
Una società energetica si è vista negare l'autorizzazione per un impianto idroelettrico a causa di rischi ambientali. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che il principio di precauzione ambientale e la tutela dei corsi d'acqua prevalgono, specialmente quando non vengono proposte alternative progettuali idonee a scongiurare il rischio di deterioramento. La decisione sottolinea la legittimità del provvedimento amministrativo basato su criticità idrogeologiche concrete e non su mere supposizioni.
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Principio di non deterioramento: stop a centrale idroelettrica
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di autorizzazione per la costruzione di una centrale idroelettrica, stabilendo la prevalenza del principio di non deterioramento dei corpi idrici. La decisione si fonda sulla valutazione negativa di impatto ambientale, che aveva evidenziato gravi rischi geologici e idrici. La Corte ha ribadito che la tutela ambientale, sancita dalla normativa europea e nazionale, rappresenta un limite invalicabile anche per progetti di energia rinnovabile, a meno che non sussistano le specifiche condizioni per una deroga, in questo caso assenti.
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