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Delibera CICR del 9 febbraio 2000

5 provvedimenti

Nullità contratto bancario: firma del cliente decisiva
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava la nullità di modifiche contrattuali applicate a un conto corrente. Il caso verteva sulla nullità contratto bancario a causa dell'assenza della firma del cliente su una lettera che introduceva nuove condizioni economiche, tra cui l'anatocismo e la commissione di massimo scoperto. La Corte ha stabilito che senza una specifica pattuizione scritta e approvata dal correntista, tali addebiti sono illegittimi, portando alla rideterminazione del saldo a favore del cliente.
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Consulenza tecnica di parte: la Cassazione chiarisce
Una società in liquidazione ha citato in giudizio un istituto bancario per usura su un contratto di conto corrente. Dopo la reiezione in appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che un giudice può legittimamente fondare la propria decisione su una consulenza tecnica di parte (CTP), in quanto costituisce un'allegazione difensiva a contenuto tecnico. Ha inoltre ribadito l'irrilevanza dell'usura sopravvenuta e qualificato il ricorso come un tentativo inammissibile di riesaminare il merito dei fatti.
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Onere della prova bancario: la CTU basta?
Una banca ha impugnato una decisione che la riteneva responsabile per l'applicazione di interessi anatocistici e tassi usurari. La banca sosteneva che il cliente non avesse adempiuto all'onere della prova bancario, non producendo tutti gli estratti conto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) può integrare i documenti mancanti per ricostruire il saldo del conto. La Corte ha inoltre ribadito che l'anatocismo va sempre incluso nel calcolo del tasso effettivo per la verifica dell'usura.
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Allegazione tempestiva: Cassazione e oneri in appello
Una società ha citato in giudizio una banca per la presunta applicazione di tassi di interesse illegittimi, modificando le proprie argomentazioni solo in fase di appello. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio fondamentale della allegazione tempestiva. Secondo la Corte, i fatti costitutivi della domanda devono essere specificati e provati fin dal primo grado di giudizio, non potendo essere introdotti per la prima volta in appello.
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Onere della prova: chi deve produrre il contratto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un correntista contro un istituto di credito. Il ricorrente chiedeva la restituzione di somme indebitamente addebitate sul conto corrente, lamentando la nullità di alcune clausole, ma non aveva prodotto il contratto in giudizio. La Corte ha ribadito che l'onere della prova grava sul cliente, il quale deve dimostrare l'esistenza delle clausole contestate producendo il documento contrattuale. In sua assenza, la domanda non può essere accolta.
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