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Delibera CICR 4 marzo 2003

6 provvedimenti

Usura bancaria: penale estinzione anticipata non è tasso usurario
Un'Azienda e i suoi Garanti hanno contestato un decreto ingiuntivo di una Banca, lamentando l'illegittima capitalizzazione degli interessi e l'applicazione di tassi usurari su mutui e un conto corrente. La Corte d'Appello aveva già escluso il superamento del tasso soglia per i finanziamenti e il conto corrente, anche dopo aver espunto le commissioni di massimo scoperto dal calcolo del TAEG. La Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso. Ha ribadito che la penale per estinzione anticipata non rientra nel calcolo del tasso di usura bancaria.
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Omesso ISC nel mutuo: non c’è nullità. La Cassazione salva la banca
La Corte di Cassazione ha escluso la nullità del mutuo fondiario per l'omessa indicazione dell'Indicatore Sintetico di Costo (ISC). Una società fallita sosteneva che un mutuo concesso da una banca fosse nullo per questa mancanza. La Corte ha chiarito che l'ISC ha una funzione puramente informativa e di trasparenza, ma non è un elemento strutturale essenziale del contratto di mutuo fondiario. La sua assenza, quindi, non determina l'invalidità dell'intero accordo. Di conseguenza, la Corte ha dato ragione alla banca, riconoscendo la validità del suo credito ipotecario. La decisione ribalta la precedente valutazione del tribunale, che aveva invece accolto la tesi della nullità.
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Fideiussione ABI: nullità parziale confermata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fideiussore che chiedeva la nullità totale di una garanzia basata sul modello ABI. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato: la nullità derivante dalla violazione della normativa antitrust è solo parziale e riguarda le singole clausole illecite, non l'intero contratto. Sono stati respinti anche i motivi relativi all'errata indicazione del TAEG, ritenuto un mero indicatore informativo, e alla prova della cessione del credito.
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TAN determinabile: la Cassazione salva il contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contratti di finanziamento. Anche se il Tasso Annuo Nominale (TAN) non è esplicitamente indicato, il contratto non è nullo se il tasso è oggettivamente determinabile. Nello specifico, la Corte ha chiarito che la nullità prevista dall'art. 117 del Testo Unico Bancario può essere superata qualora il TAN possa essere ricavato attraverso un semplice calcolo aritmetico, basato sugli altri elementi presenti nel contratto, come l'importo, la durata, le rate e il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG). La decisione riforma la sentenza di primo grado che aveva dichiarato la nullità della clausola, confermando invece la validità del contratto come ritenuto dalla Corte d'Appello, in quanto il principio del TAN determinabile era stato rispettato.
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Apertura di credito: onere della prova e prescrizione
Un'azienda ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di interessi illegittimi su un conto corrente, sostenendo l'esistenza di un'apertura di credito non formalizzata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova sull'esistenza dell'affidamento grava sul correntista. Poiché tale prova non è stata fornita, la richiesta di far decorrere la prescrizione per la restituzione delle somme dalla chiusura del conto è stata respinta.
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Contratti bancari: Cassazione su usura e anatocismo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due fideiussori contro una banca, confermando la validità dei contratti bancari in questione. L'ordinanza chiarisce principi fondamentali in materia di usura, anatocismo e onere della prova. La Corte ha stabilito che la verifica del superamento del tasso soglia va effettuata separatamente per gli interessi corrispettivi e moratori, senza sommarli. Ha inoltre ribadito che la richiesta di esibizione documentale in giudizio è subordinata a una preventiva richiesta stragiudiziale alla banca, come previsto dal Testo Unico Bancario. Infine, ha dichiarato inammissibili le censure basate su questioni non sollevate nei precedenti gradi di giudizio o su valutazioni di merito non sindacabili in sede di legittimità.
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