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Decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, art. 12, comma 2

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Estinzione liti pendenti: la Cassazione chiarisce
Una società, nel corso di un giudizio in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022. La Suprema Corte, preso atto della domanda e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione liti pendenti, stabilendo che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, conformemente alla normativa speciale.
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Estinzione del giudizio: definizione agevolata lite
Una contribuente, dopo aver ottenuto una sentenza favorevole in secondo grado contro un accertamento fiscale, ha richiesto la definizione agevolata della lite pendente in Cassazione. Presentando l'istanza e la quietanza della prima rata, ha ottenuto dalla Suprema Corte la declaratoria di estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente il contenzioso con l'Agenzia delle Entrate.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso tributario per avvisi di accertamento relativi a IVA, IRAP e IRES, ha fatto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi tributari, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'avvenuta definizione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, affermando che tale procedura prevale su ogni altra vicenda processuale, inclusa una successiva sentenza di revocazione favorevole al contribuente.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IVA fino in Cassazione. Durante il processo, le parti hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie (pace fiscale). La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, applicando la normativa che prevede la chiusura del processo in caso di adesione a tale procedura, senza decidere nel merito della questione.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una contribuente impugna in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria Regionale relativa a un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. Durante il giudizio, aderisce alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197 del 2022. L'Agenzia delle Entrate conferma la regolarità della procedura e la Corte di Cassazione, prendendone atto, dichiara l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha sostenute.
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Estinzione controversie tributarie: guida alla L. 197/2022
Una contribuente, coinvolta in un contenzioso per un accertamento fiscale relativo all'anno 2008, ha richiesto e ottenuto l'estinzione del processo pendente in Cassazione. La decisione si basa sulla sua adesione alla definizione agevolata, un meccanismo che permette la chiusura delle liti con il Fisco. La Corte Suprema, verificata la domanda e il pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione controversie tributarie, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha sostenute.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso fiscale con l'Amministrazione Finanziaria giunto fino in Cassazione, ha ottenuto l'estinzione del processo aderendo alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Suprema Corte, preso atto della domanda e del pagamento, ha dichiarato chiuso il giudizio, stabilendo che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali. Questa decisione conferma l'efficacia della sanatoria come strumento per chiudere le liti pendenti con il Fisco.
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Estinzione del processo: la definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una controversia fiscale a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La richiesta del contribuente, supportata dalla domanda di definizione e dalla prova del pagamento, ha portato alla chiusura del giudizio, superando l'analisi nel merito del ricorso presentato dall'Agenzia Fiscale. Le spese legali sono state poste a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata: si applica all’autotutela?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza il caso di una contribuente che si è vista negare la definizione agevolata per una lite su un diniego di autotutela. L'Agenzia delle Entrate ritiene che tali controversie non siano 'sanabili', ma la Corte ha sollevato dubbi sulla portata della nuova normativa (L. 197/2022), data la sua apparente maggiore ampiezza rispetto al passato. La decisione finale chiarirà l'ambito di applicazione della 'tregua fiscale'.
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