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Decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446

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Esenzione IRAP negata: l’Azienda senza i requisiti temporali
L'Agenzia delle Entrate ha contestato il diritto di un'Azienda a beneficiare dell'Esenzione IRAP prevista da una legge regionale siciliana per gli anni 2004 e 2005. L'Azienda aveva iniziato l'attività nel 2002. La legge regionale concedeva l'esenzione solo alle imprese operative in Sicilia dal 31/12/2003 e che avessero un triennio di attività (2001-2003) per calcolare la base imponibile eccedente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che l'Azienda non aveva i requisiti temporali per l'Esenzione IRAP, poiché non aveva un triennio di attività completo al 2003. La sentenza di merito che aveva riconosciuto il beneficio è stata cassata.
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Esenzione IRAP Sicilia: Requisito triennale essenziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IRAP prevista dalla legge siciliana è riservata solo alle imprese operative per l'intero triennio 2001-2003. La Corte ha negato il beneficio a una società costituita nel 2003, poiché l'impossibilità di calcolare la media della base imponibile del triennio di riferimento impedisce l'applicazione della norma agevolativa sull'esenzione IRAP.
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Recupero aiuti di stato: sì all’accertamento plurimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di recupero degli aiuti di Stato, imposto dal diritto dell'Unione Europea, prevale sul principio nazionale che vieta gli accertamenti fiscali ripetuti per la stessa annualità. Nel caso specifico, un'azienda aveva beneficiato di un'agevolazione IRAP superando la soglia 'de minimis'. L'Agenzia delle Entrate aveva prima emesso un accertamento parziale e poi un secondo per recuperare l'intero importo. La Corte ha ritenuto legittimo il secondo accertamento, disapplicando la norma interna (art. 41-bis, d.p.r. 600/1973) per garantire l'effettività del diritto comunitario e ripristinare la concorrenza.
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Deduzione IRAP: la Cassazione sulla dichiarazione
Una società ha richiesto il rimborso dell'IRES versata in eccesso, a seguito della mancata deduzione IRAP per spese di lavoro dipendente. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto la richiesta, qualificando la dichiarazione originale come una scelta negoziale non emendabile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la dichiarazione dei redditi ha natura di dichiarazione di scienza e non di volontà. Pertanto, è sempre emendabile in caso di errori che comportino un pagamento di imposte superiori al dovuto, inclusa la mancata fruizione della deduzione IRAP. La Corte ha chiarito che l'omissione, specie se dovuta a incertezza normativa, non costituisce una scelta irrevocabile. Il caso è stato rinviato alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo esame.
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Aiuti di Stato: no all’esenzione IRAP per l’export
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli aiuti di Stato sotto forma di esenzione IRAP, previsti da una legge regionale, sono illegittimi se l'impresa beneficiaria svolge attività di esportazione. Anche se l'importo è minimo ('de minimis'), il regolamento europeo vieta specificamente gli aiuti legati all'export, poiché falsano la concorrenza nel mercato comune. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e confermato l'accertamento fiscale dell'Agenzia delle Entrate.
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Aiuti di Stato: no esenzione IRAP per export
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro il recupero dell'IRAP. La Corte ha stabilito che l'esenzione fiscale prevista da una legge regionale siciliana costituisce un aiuto di Stato illegittimo, in quanto l'azienda svolgeva prevalentemente attività di esportazione, una condizione che viola le norme europee sulla concorrenza e gli aiuti di Stato.
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