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Decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, art. 121

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Lavoro subordinato cooperativa: quando prevale la realtà
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società cooperativa contro l'ente previdenziale, confermando la riqualificazione del rapporto di lavoro dei soci in lavoro subordinato. La decisione si fonda sull'analisi delle concrete modalità di svolgimento delle prestazioni (lavoro elementare, assenza di rischio d'impresa, retribuzione oraria fissa), ritenute prevalenti sulla qualificazione formale del contratto. Di conseguenza, è stato confermato l'obbligo contributivo per il lavoro subordinato cooperativa, evidenziando che la realtà fattuale del rapporto prevale sempre sul 'nomen iuris' scelto dalle parti.
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Qualificazione rapporto di lavoro: conta la sostanza
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS, sostenendo che i rapporti con i propri soci lavoratori fossero di natura autonoma e non subordinata. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto questa tesi. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha rigettato definitivamente il ricorso della cooperativa. La decisione si fonda sul principio della prevalenza della realtà fattuale sulla qualificazione formale data dalle parti al rapporto. La Corte ha confermato la corretta qualificazione rapporto di lavoro come subordinato, basandosi su indici concreti come l'inserimento stabile nell'organizzazione aziendale, la natura ripetitiva delle mansioni, l'assenza di rischio d'impresa e la retribuzione oraria fissa.
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Lavoro in cooperativa: quando è subordinato?
Una società cooperativa ha contestato una richiesta di contributi previdenziali, sostenendo l'autonomia dei suoi soci lavoratori. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il rapporto di lavoro in cooperativa era di natura subordinata. La decisione si è basata su indici concreti come l'assenza di rischio d'impresa per i soci, la natura elementare e predeterminata delle mansioni e l'inserimento stabile nell'organizzazione aziendale, rendendo dovuti i contributi richiesti dall'ente previdenziale.
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Qualificazione rapporto di lavoro: la Cassazione decide
La Cassazione ha respinto il ricorso di una cooperativa contro la richiesta di contributi da parte dell'ente previdenziale. La Corte ha confermato la corretta qualificazione del rapporto di lavoro dei soci come subordinato, basandosi sulle concrete modalità di svolgimento della prestazione (eterodirezione, assenza di rischio d'impresa) e non sulla volontà formale delle parti. Di conseguenza, il contributo per il Fondo di solidarietà è dovuto.
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Lavoro in cooperativa: quando è subordinato?
Una società cooperativa ha impugnato un accertamento dell'ente previdenziale per contributi non versati, sostenendo che i suoi soci fossero lavoratori autonomi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il rapporto di lavoro in cooperativa era di natura subordinata. La decisione si è basata sull'analisi delle concrete modalità di svolgimento della prestazione, come l'inserimento stabile nell'organizzazione aziendale e l'assenza di rischio d'impresa per i soci, qualificando l'inadempimento come evasione contributiva.
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