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decreto-legge n. 162 del 2022

5 provvedimenti

Permesso premio negato per pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di negare un permesso premio a un detenuto condannato all'ergastolo per un omicidio plurimo avvenuto in un contesto di criminalità organizzata. La Corte ha stabilito che, al di là delle questioni sulla natura 'ostativa' del reato, il fattore determinante per il diniego è la persistente pericolosità sociale del soggetto, che richiede un periodo di osservazione più lungo e approfondito prima di poter concedere benefici.
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Permesso premio non collaboranti: la Cassazione decide
Un detenuto non collaborante condannato all'ergastolo ha richiesto un permesso premio. La Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta applicando retroattivamente una nuova legge più severa. La Corte ha stabilito che, in caso di nuove norme, al detenuto deve essere data la possibilità di integrare la propria istanza per conformarsi ai nuovi requisiti, a tutela del principio del contraddittorio. La decisione riguarda il delicato equilibrio tra le esigenze di sicurezza e i percorsi rieducativi per i condannati per reati ostativi.
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Benefici penitenziari: sì alla prova anche senza risarcire
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un Procuratore generale, confermando la concessione di benefici penitenziari a un detenuto per gravi reati. Una volta scontata la pena per i cosiddetti reati ostativi, la provata evoluzione positiva della personalità e un percorso di distacco dal passato criminale sono sufficienti per accedere all'affidamento in prova, superando la presunzione di pericolosità sociale. La sentenza chiarisce che il supporto economico alla famiglia può essere visto come un segnale positivo di responsabilità.
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Permessi premio: no se manca la revisione critica
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto condannato per sequestro di persona a scopo di estorsione, a cui era stato negato un permesso premio. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di collaborazione con la giustizia, il detenuto deve fornire prove concrete del suo distacco dalla criminalità. La semplice proclamazione di innocenza e un'istanza di revisione basata su presunte prove artefatte sono state interpretate come assenza di revisione critica e persistente pericolosità sociale, giustificando il diniego dei permessi premio.
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Riforma Cartabia: termini appello e novità processuali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7990/2024, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per truffa. La Corte ha chiarito che il nuovo termine di 40 giorni per l'avviso di udienza in appello, introdotto dalla Riforma Cartabia, non era applicabile ai ricorsi proposti prima del 30 giugno 2024, a causa delle norme transitorie. Inoltre, ha confermato il diniego delle attenuanti del danno di speciale tenuità e delle generiche, data la presenza di numerosi precedenti penali e la natura del danno, non limitato al solo esborso economico.
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