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Decreto-legge n. 138 del 13 agosto 2011

9 provvedimenti

Prescrizione reati tributari: la Cassazione decide
Un contribuente ricorre in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato di omessa dichiarazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che per il calcolo della prescrizione reati tributari si applica la legge in vigore alla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione, non quella dell'anno d'imposta. La recidiva reiterata ha ulteriormente allungato il termine a 15 anni.
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Omessa dichiarazione fiscale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per omessa dichiarazione fiscale. La sentenza chiarisce che la prescrizione per questo reato è decennale e che la delega a un commercialista non esime il legale rappresentante dalle proprie responsabilità. Inoltre, la condotta protratta per più anni impedisce il riconoscimento della particolare tenuità del fatto.
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Prescrizione occultamento scritture: la Cassazione
Un imprenditore, condannato per aver occultato la contabilità, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'estinzione del reato. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la prescrizione per l'occultamento di scritture contabili, essendo un reato permanente, inizia a decorrere solo dalla scadenza del termine per l'accertamento fiscale. Di conseguenza, il termine di 10 anni non era ancora trascorso. L'imprenditore è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Prescrizione reati fiscali: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per omessa dichiarazione fiscale, fornendo chiarimenti cruciali sul calcolo della prescrizione reati fiscali. La Corte ha stabilito che il termine massimo di 10 anni, introdotto nel 2011, si applica ai fatti successivi a tale data e che i periodi di sospensione del processo allungano ulteriormente i tempi. La recidiva specifica dell'imputato è stata inoltre ritenuta un fattore determinante per confermare la congruità della pena.
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Prescrizione reati tributari: l’occultamento contabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per occultamento di scritture contabili. Il caso chiarisce il calcolo della prescrizione reati tributari, confermando che il termine massimo è di 10 anni e decorre dalla data dell'accertamento fiscale, non dalla commissione del fatto. La Corte ha ritenuto il ricorso infondato in quanto riproponeva temi già trattati e l'eccezione di prescrizione era palesemente errata.
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Inammissibilità ricorso: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità ricorso per reati tributari a causa della sua manifesta infondatezza. L'ordinanza chiarisce che l'inammissibilità blocca la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato, anche se questa matura dopo la sentenza di appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione reato tributario: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per un reato fiscale. La difesa sosteneva la prescrizione del reato tributario, ma la Corte ha respinto l'argomento. La manifesta infondatezza dei motivi di ricorso ha impedito la declaratoria di estinzione del reato, anche se i termini sarebbero scaduti in pendenza del giudizio di cassazione. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Prescrizione reati tributari: quando inizia a decorrere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per l'emissione di fatture per operazioni inesistenti. L'imputato sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha chiarito un punto cruciale sul calcolo della prescrizione reati tributari: il termine di dieci anni non decorre da ogni singola fattura, ma dalla data dell'ultimo episodio criminoso, trattandosi di un reato a consumazione prolungata. Questa interpretazione, unita alla manifesta infondatezza del ricorso, ha impedito la declaratoria di estinzione del reato.
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Amministratore di fatto: la prova dopo la carica
La Corte di Cassazione annulla con rinvio la condanna per dichiarazione infedele a carico di un'ex amministratrice. La sentenza sottolinea che, per affermare la responsabilità penale, è necessario provare in modo rigoroso il suo ruolo continuativo come amministratore di fatto anche dopo la cessazione formale dalla carica, momento in cui il reato è stato commesso.
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