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Decreto-legge 20.3.2014 n. 36

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25 provvedimenti

Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la condanna per spaccio di stupefacenti. La Corte ha chiarito che per il riconoscimento del fatto di lieve entità non basta la modesta quantità di droga, ma è necessaria una valutazione complessiva che include le modalità dell'azione, la diversità delle sostanze e i precedenti dell'imputato. Anche le attenuanti generiche sono state negate a causa della personalità 'allarmante' e delle ammissioni tardive.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e lo spaccio
Due individui ricorrono in Cassazione chiedendo di qualificare la loro attività di spaccio come un fatto di lieve entità, data la piccola quantità ceduta in ogni episodio. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che un numero elevato di cessioni dimostra una sistematicità dell'attività criminale che è incompatibile con la nozione di lieve entità. La valutazione, afferma la Corte, deve essere complessiva e non basarsi solo sul singolo dato quantitativo.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo la lieve entità a causa dell'elevato numero di cessioni, della quantità di droga e dei contatti con la criminalità organizzata.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che richiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per un'importazione di droga. La Corte ha stabilito che l'ingente quantitativo, l'alto livello di organizzazione e i collegamenti internazionali escludono la minima offensività richiesta per questa attenuante, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità di droga, ma deve considerare tutti gli indici di professionalità, come il possesso di bilancini di precisione e la suddivisione in dosi, che escludono la lieve entità del reato.
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