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d.P.R. n. 917 del 1986, art. 148

5 provvedimenti

Regime Fiscale ASD: Persi i Benefici, Ricorso Inammissibile
L'Associazione Sportiva Dilettantistica ha contestato un avviso di accertamento che le negava il regime fiscale agevolato per l'anno 2005. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato la sua attività come commerciale, riscontrando l'assenza dei requisiti per i benefici fiscali. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, l'Associazione ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il ricorso per Cassazione non può riesaminare i fatti già accertati dai giudici di merito, specialmente in presenza di una "doppia conforme". L'applicazione del regime fiscale agevolato dipende sia da requisiti formali che dall'effettivo svolgimento di attività senza scopo di lucro.
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Regime Fiscale Agevolato ASD: La Cassazione chiarisce i limiti
L'Agenzia delle Entrate contestava a un'Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) e al suo legale rappresentante il mancato rispetto dei requisiti per il **regime fiscale agevolato ASD**, a causa di proventi da sponsorizzazioni ritenuti commerciali. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia sulla legittimazione del legale rappresentante ad agire, ma ha accolto il motivo relativo all'applicazione del regime agevolato. Ha stabilito che per superare il plafond e perdere il beneficio non conta l'uso dei proventi, ma il loro semplice conseguimento oltre la soglia prevista dalla Legge 398/1991. La causa tornerà alla Commissione Tributaria per un nuovo esame.
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Spese di sponsorizzazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34305/2025, interviene sul tema delle spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche. Viene stabilito che la presunzione legale di deducibilità non è assoluta. L'azienda sponsor deve provare non solo il rispetto dei limiti di spesa e la natura del soggetto sponsorizzato, ma anche l'effettivo svolgimento di una specifica attività promozionale da parte di quest'ultimo, per distinguere la spesa da una mera erogazione liberale.
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Agevolazioni fiscali ASD: quando sono a rischio?
Un'associazione sportiva dilettantistica si è vista negare le agevolazioni fiscali ASD in quanto, nonostante il rispetto dei requisiti formali, svolgeva di fatto un'attività puramente commerciale assimilabile a un centro benessere di alto livello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la sostanza dell'attività prevale sulla forma e che l'onere di provare la natura non commerciale spetta all'associazione stessa.
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Attività commerciale ente non profit: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25416/2024, ha rigettato il ricorso di un circolo ricreativo, confermando la natura di attività commerciale ente non profit del suo servizio di bar e ristorazione. La Corte ha stabilito che la somministrazione di alimenti e bevande a fronte di corrispettivi, specialmente se accessibile anche a non soci e a prezzi di poco inferiori a quelli di mercato, qualifica l'intera attività come commerciale ai fini fiscali (IVA e imposte sui redditi), indipendentemente dalla finalità istituzionale dell'ente. L'onere di provare l'esclusività del servizio ai soli soci ricade sull'associazione.
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