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D.P.R. n. 633 del 1972, art. 8

5 provvedimenti

Prova delle esportazioni: la motivazione è valida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria riguardante la prova delle esportazioni ai fini IVA. La Corte ha stabilito che la motivazione 'per relationem' della corte d'appello è valida se dimostra un'analisi autonoma dei motivi di gravame e delle prove, confermando la decisione di primo grado. La decisione ha risolto anche una controversia collegata per l'anno successivo, basata sul medesimo presupposto, a favore della società contribuente.
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Fatture false: onere della prova e buona fede
Una società della grande distribuzione è stata accusata di aver emesso fatture false per operazioni di esportazione non imponibili, basate su dichiarazioni d'intento ideologicamente false. La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di coinvolgimento in una frode fiscale, l'onere della prova della propria buona fede ricade sul contribuente. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti sulla consapevolezza della frode. La Corte ha però annullato la sentenza sulle sanzioni, rinviando alla corte d'appello per l'applicazione dei principi di 'continuazione' e 'favor rei' (norma più favorevole).
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Buona fede contribuente: onere della prova in frode IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 198/2025, ha ribadito i principi sull'onere della prova in materia di frodi IVA. Quando l'Amministrazione Finanziaria fornisce indizi gravi, precisi e concordanti sull'esistenza di operazioni soggettivamente inesistenti, spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e di aver adottato la massima diligenza per non essere coinvolto. La Corte ha accolto il ricorso di una società solo su alcuni vizi procedurali della sentenza di secondo grado, confermando però il principio cardine sulla ripartizione dell'onere probatorio.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello in un caso di accertamento IVA su esportazioni. La decisione è stata cassata per motivazione apparente, poiché il ragionamento del giudice di secondo grado era incomprensibile, tautologico e non permetteva di ricostruire l'iter logico-giuridico seguito. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Giudice del rinvio: la competenza è funzionale
La Corte di Cassazione chiarisce che la competenza del giudice del rinvio, designato a seguito di una cassazione, ha natura funzionale e inderogabile. La riassunzione del giudizio davanti a un giudice diverso da quello indicato comporta l'inammissibilità del ricorso, senza possibilità di applicare la 'translatio iudicii'. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che aveva erroneamente riassunto la causa presso una commissione tributaria diversa da quella designata.
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