La Corte di Cassazione ha stabilito che i documenti contabili generati erroneamente da un sistema informatico, registrati ma mai inviati o messi a disposizione del presunto destinatario, non costituiscono 'fatture' ai fini IVA. Nel caso specifico, una società estera aveva generato fatture per errore a nome di un'azienda serba, mentre il vero acquirente era un'azienda italiana. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che la semplice registrazione non è sufficiente a considerare una fattura come emessa, se non viene esternalizzata.
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