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d.P.R. n. 633/72, art. 51

6 provvedimenti

Definizione agevolata: estinzione del processo
Un ex socio di una società di persone impugnava una serie di atti fiscali, tra cui avvisi di accertamento e cartelle di pagamento. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata (c.d. Rottamazione), pagando le somme dovute. La Suprema Corte, prendendo atto dell'avvenuta adesione e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti.
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Accertamento soci: valore prove da perizie e preliminari
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un accertamento fiscale nei confronti dei soci di una società di persone, basato sulle discrepanze di valore tra contratti preliminari di vendita, perizie di mutuo e rogiti notarili definitivi. La Suprema Corte ha chiarito che tali differenze costituiscono presunzioni gravi, precise e concordanti, sufficienti a provare l'esistenza di maggiori ricavi non dichiarati. La sentenza precisa inoltre che la definizione agevolata della lite da parte della società non estende automaticamente i suoi effetti ai soci, i quali rimangono soggetti all'accertamento soci per la loro quota di reddito.
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Accertamento induttivo nullo senza questionario
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento induttivo emesso nei confronti di una società. L'atto si basava esclusivamente sulla mancata risposta a un questionario che, tuttavia, i contribuenti non avevano mai ricevuto. Secondo la Corte, la mancata notifica del questionario rende illegittimo l'accertamento, in quanto viene a mancare il presupposto fondamentale su cui si fonda. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Motivazione avviso accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avviso di accertamento è legittimo anche se la sua motivazione fa riferimento ad altri atti, come un processo verbale di constatazione (p.v.c.), a condizione che il contribuente ne sia venuto a conoscenza. La Corte ha inoltre precisato che la mancata esplicitazione dettagliata delle ragioni nell'autorizzazione alla verifica fiscale non invalida automaticamente l'accertamento. La sentenza chiarisce quindi i requisiti della motivazione avviso accertamento e i poteri della polizia tributaria.
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Accertamento bancario: no al contraddittorio preventivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie. La Corte ha stabilito che nel caso di un accertamento bancario, l'amministrazione non è obbligata a instaurare un contraddittorio preventivo con il contribuente prima di emettere l'atto, in quanto tale diritto può essere esercitato in una fase successiva. Inoltre, non si applica il termine dilatorio di 60 giorni se l'accertamento deriva da un'analisi documentale e non da un accesso fisico presso la sede del contribuente.
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Indagini bancarie: onere della prova del professionista
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1147/2025, ha rigettato il ricorso di un professionista contro un avviso di accertamento basato su indagini bancarie. La Corte ha ribadito che, in caso di versamenti su conti correnti, spetta al contribuente fornire una prova analitica e specifica che tali somme non costituiscano reddito imponibile, confermando la validità della presunzione legale posta a favore dell'Amministrazione finanziaria.
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