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d.P.R. n. 602 del 1973, art. 12

7 provvedimenti

Impugnazione Estratto di Ruolo: Debito Certo, Causa Impossibile
Una società ha avviato una causa dopo aver scoperto, tramite un estratto di ruolo, di avere numerosi debiti fiscali derivanti da cartelle di pagamento che sosteneva di non aver mai ricevuto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando una nuova normativa. Il principio sancito è che l'impugnazione estratto di ruolo non è più un'azione sempre possibile. Il contribuente può agire in giudizio solo se dimostra che l'iscrizione a ruolo gli causa un pregiudizio concreto e immediato, come l'impossibilità di partecipare a un appalto pubblico o di incassare crediti dalla Pubblica Amministrazione. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire e la causa non può procedere.
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Produzione documenti appello tributario: quando è lecita
La Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione di documenti in appello tributario è sempre ammessa, anche per la parte rimasta contumace nel primo grado di giudizio. Nel caso specifico, un Comune ha potuto legittimamente produrre in appello le prove della notifica di avvisi di accertamento, precedentemente contestate da una società contribuente. La Corte ha respinto il ricorso della società, confermando che tale facoltà non viola i principi costituzionali.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo relativo a una cartella non notificata. La Cassazione, applicando la nuova normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il contribuente non ha provato di subire un pregiudizio concreto, presupposto ora indispensabile per agire in giudizio.
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Motivazione cartella esattoriale: basta il rinvio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22438/2024, chiarisce i requisiti della motivazione della cartella esattoriale per la pretesa di interessi. Se la cartella segue un atto impositivo precedente già noto al contribuente, è sufficiente un semplice rinvio a tale atto, senza necessità di un'autonoma e dettagliata esposizione del calcolo degli interessi. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, riformando la decisione di merito che aveva annullato le cartelle per difetto di motivazione.
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Notifica cartella esattoriale: effetti retroattivi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un agente della riscossione, confermando la nullità di una cartella esattoriale. La controversia verteva sulla validità della notifica cartella esattoriale, eseguita prima di una sentenza della Corte Costituzionale che ne ha modificato le modalità. La Cassazione ha stabilito che la pronuncia di incostituzionalità ha efficacia retroattiva e si applica a tutti i rapporti non ancora 'esauriti', come nel caso di specie, dove la validità della notifica era ancora oggetto di contenzioso. Pertanto, la notifica, eseguita senza l'invio della raccomandata informativa, è stata ritenuta nulla.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti dal 2021
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6032/2024, ha ribadito l'inammissibilità dell'impugnazione dell'estratto di ruolo per cartelle di pagamento non notificate, applicando retroattivamente le nuove norme introdotte nel 2021. Il ricorso è consentito solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come la perdita di un appalto pubblico. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile per carenza di interesse ad agire, ma il contribuente potrà difendersi impugnando il successivo atto della riscossione.
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Notifica cartella pagamento: la Cassazione conferma
Una società ha impugnato una cartella di pagamento contestando le modalità di notifica, la mancanza di firma sul ruolo e la legittimità della riscossione in pendenza di giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha confermato che la notifica della cartella di pagamento effettuata direttamente dall'Agente della riscossione tramite raccomandata con avviso di ricevimento è pienamente valida. Inoltre, ha ribadito che la mancata sottoscrizione del ruolo, essendo un atto interno, non invalida la cartella e che la riscossione frazionata dei due terzi dell'imposta dopo la sentenza di primo grado sfavorevole al contribuente è conforme alla legge.
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