Una società di scommesse estera, operante in Italia tramite un centro trasmissione dati, si è vista notificare un avviso di accertamento per l'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2008. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 23173/2024, ha confermato la debenza dell'imposta ma ha annullato completamente le sanzioni. La decisione si fonda sul principio dell'incertezza normativa sulle sanzioni, riconoscendo che la legislazione fiscale, prima delle modifiche del 2010, era oggettivamente ambigua riguardo agli obblighi dei bookmaker esteri, giustificando così l'esclusione delle penalità.
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