LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.P.R. n. 600 del 1973, art. 42

Pagina 2 di 4

64 provvedimenti

Onere probatorio tributario: la Cassazione decide
Una società impugna un avviso di accertamento per IRES sollevando molteplici questioni, tra cui il diniego di ammortamenti per mancata esibizione di documentazione ultradecennale e la legittimità di una ripresa a tassazione basata su un accertamento dell'anno precedente non ancora definitivo. La Corte di Cassazione, pur rigettando la maggior parte dei motivi e ribadendo il rigoroso onere probatorio tributario a carico del contribuente per i benefici fiscali, accoglie il ricorso sulla ripresa a tassazione. Viene stabilito che è illegittima una pretesa fiscale fondata su un atto presupposto la cui legittimità è ancora sub iudice, cassando con rinvio la sentenza su questo specifico punto.
Continua »
Autonoma organizzazione e IRAP: la Cassazione decide
Un professionista ha impugnato un avviso di accertamento IRAP relativo ai compensi percepiti come amministratore di società, sostenendo l'assenza del requisito dell'autonoma organizzazione per tale specifica attività. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, annullando la decisione del giudice di secondo grado. È stato stabilito che la verifica della sussistenza dell'autonoma organizzazione deve essere condotta in modo separato per l'attività di amministratore, distinguendola da altre attività professionali del contribuente. L'esistenza di uno studio professionale per l'attività principale non implica automaticamente l'assoggettamento a IRAP per i compensi da amministratore.
Continua »
Notifica cartella pagamento: la Cassazione conferma
Una società ha impugnato una cartella di pagamento contestando le modalità di notifica, la mancanza di firma sul ruolo e la legittimità della riscossione in pendenza di giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha confermato che la notifica della cartella di pagamento effettuata direttamente dall'Agente della riscossione tramite raccomandata con avviso di ricevimento è pienamente valida. Inoltre, ha ribadito che la mancata sottoscrizione del ruolo, essendo un atto interno, non invalida la cartella e che la riscossione frazionata dei due terzi dell'imposta dopo la sentenza di primo grado sfavorevole al contribuente è conforme alla legge.
Continua »
Esenzione IMU scuola: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31726/2024, interviene sul tema dell'esenzione IMU scuola. Il caso riguarda un istituto scolastico paritario a cui un Comune aveva negato l'esenzione. La Corte ha stabilito che per valutare se un'attività didattica è 'non commerciale', non basta confrontare la retta con il costo medio nazionale per studente. È necessaria un'analisi concreta che consideri i costi effettivi, i finanziamenti ricevuti e la reale natura 'simbolica' della retta. L'onere di dimostrare tali requisiti spetta all'istituto. La sentenza impugnata, basata su un criterio astratto, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30917/2024, ha affrontato un caso di operazioni soggettivamente inesistenti contestate a una società di commercio all'ingrosso. L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato Ires, Irap e Iva per il 2013, sostenendo che la società avesse utilizzato fatture emesse da una 'cartiera'. La Corte ha rigettato quasi tutti i motivi di ricorso del contribuente, confermando che spetta a quest'ultimo provare la propria buona fede e diligenza, non essendo sufficiente la regolarità formale delle scritture contabili. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo all'applicazione della sanzione per recidiva, chiarendo che essa presuppone un accertamento definitivo della violazione precedente. La sentenza è stata cassata con rinvio su questo specifico punto.
Continua »
Deduzione costi forfettaria: la Cassazione decide
A seguito di un accertamento fiscale per maggiori ricavi non dichiarati, la Corte di Cassazione ha esaminato la legittimità della deduzione costi forfettaria. Con l'Ordinanza n. 32423/2024, ha stabilito che per le imposte sui redditi (IRES/IRAP), a fronte di maggiori ricavi accertati, deve essere riconosciuta una quota di costi in via forfettaria per rispettare il principio di capacità contributiva. Diversamente, ai fini IVA, non è ammessa alcuna deduzione forfettaria, in quanto il contribuente ha l'onere di provare il diritto alla detrazione con documentazione specifica. La Corte ha inoltre cassato la sentenza di merito che aveva annullato l'atto senza quantificare i costi deducibili, ricordando che il giudice tributario deve sempre determinare la corretta pretesa fiscale.
Continua »
Fatture Inesistenti: Cassazione sulla Prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32301/2024, ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture inesistenti. La Corte ha confermato importanti principi sull'onere della prova in capo all'Agenzia delle Entrate per dimostrare la consapevolezza del contribuente nella frode IVA, sulla validità della notifica di atti digitali in copia cartacea e sulla sufficienza della motivazione "per relationem" quando l'atto richiamato è già noto al contribuente.
Continua »
Delega di firma: validità degli atti fiscali chiarita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34686/2024, ha stabilito che la delega di firma per la sottoscrizione di un avviso di accertamento è valida anche senza l'indicazione di motivazione, durata e nominativo del delegato. A differenza della delega di funzioni, la delega di firma costituisce un mero decentramento burocratico interno, per cui è sufficiente l'individuazione della qualifica del funzionario firmatario. Il caso riguardava un avviso di accertamento a un medico, annullato in secondo grado proprio per la presunta invalidità della delega. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, rinviando la causa per un nuovo esame del merito.
Continua »
Delega di firma: l’avviso di accertamento è valido
Una contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento fiscale che ha impugnato sostenendo, tra l'altro, l'invalidità della delega di firma del funzionario e la non imputabilità dell'omessa dichiarazione IVA, attribuita ai professionisti da lei incaricati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo i criteri di validità della delega di firma, che costituisce un atto organizzativo interno, e ribadendo il dovere di vigilanza del contribuente sull'operato dei suoi consulenti.
Continua »
Delega di firma: validità e onere della prova
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IVA per difetto di sottoscrizione da parte di un funzionario delegato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33189/2024, ha chiarito due punti fondamentali. Primo: il contribuente che contesta la firma non è tenuto a proporre motivi aggiunti quando l'Amministrazione produce in giudizio l'atto di delega. Secondo: per la validità di una delega di firma non sono richiesti requisiti formali stringenti come la firma autografa, la durata o una specifica motivazione, ribaltando la decisione dei giudici di merito.
Continua »
Valore doganale: quando includere le royalties
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio devono essere incluse nel valore doganale delle merci importate se il titolare del marchio esercita un controllo sul produttore. Tale controllo, anche implicito, rende il pagamento una 'condizione di vendita', anche in assenza di un legame diretto tra venditore e licenziante. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione del giudicato esterno per diverse operazioni doganali.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un libero professionista si è opposto a un avviso di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado a causa di una 'motivazione apparente'. La Corte ha ritenuto che i giudici d'appello avessero usato formule generiche senza analizzare concretamente le argomentazioni del contribuente, violando il suo diritto a una decisione motivata. La sentenza ha anche chiarito aspetti importanti sulla validità della delega di firma per gli atti fiscali e sulle modalità di notifica degli appelli da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Società di comodo: Cassazione su IVA e sanzioni
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della società di comodo, stabilendo un'importante distinzione tra imposte dirette e IVA. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento per IRES e IRAP, ritenendo non sufficientemente provata l'impossibilità oggettiva di produrre reddito. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo all'IVA, affermando che la normativa nazionale che nega la detrazione è in contrasto con il diritto dell'Unione Europea e va disapplicata. Infine, ha ordinato la rideterminazione delle sanzioni in base al principio del favor rei.
Continua »
Eccezioni nuove in appello: quando è troppo tardi
Una società di produzione cinematografica ha impugnato alcuni avvisi di accertamento fiscali. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le eccezioni nuove in appello, come la contestazione sulla qualifica del dirigente firmatario, sono inammissibili se non sollevate nel primo grado di giudizio. Inoltre, ha confermato che la notifica al portiere, seguita da raccomandata informativa, perfeziona la consegna e fa decorrere i termini per l'impugnazione.
Continua »
Avviso di accertamento: firma e motivazione valide
Un professionista ha impugnato un avviso di accertamento fiscale per IRPEF, IRAP e IVA, contestando la validità della firma, la motivazione, l'onere della prova e l'omessa valutazione di costi deducibili. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi sulla validità formale dell'atto, confermando che la delega di firma a un funzionario è legittima e la motivazione era sufficiente a garantire il diritto di difesa. Tuttavia, ha accolto i motivi relativi all'omessa pronuncia del giudice di merito su costi deducibili e sul calcolo delle sanzioni, cassando la sentenza con rinvio per un nuovo esame su questi specifici punti.
Continua »
Accertamento bancario: come difendersi secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24463/2025, ha rigettato il ricorso di un lavoratore autonomo contro un accertamento bancario. Il Fisco contestava maggiori redditi sulla base delle movimentazioni sul suo conto corrente. Il contribuente sosteneva che le somme fossero la restituzione di un prestito concesso dal defunto padre a un terzo. La Corte ha stabilito che la prova fornita dal contribuente non era sufficientemente analitica da superare la presunzione legale di reddito. Inoltre, ha chiarito che una precedente sentenza favorevole per un'annualità diversa non costituisce 'giudicato esterno' vincolante, data l'autonomia dei periodi d'imposta.
Continua »
Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15504/2025, ha rigettato il ricorso di una società beneficiaria di una scissione societaria, chiamata a rispondere dei debiti fiscali della società scissa. La Corte ha confermato il principio della responsabilità solidale e illimitata della beneficiaria per i tributi anteriori all'operazione, anche se l'accertamento è stato notificato solo alla scissa. Secondo la Corte, la disciplina tributaria della scissione societaria prevede che la beneficiaria abbia facoltà di partecipare ai procedimenti, ma non impone all'Amministrazione Finanziaria un onere di notifica aggiuntivo.
Continua »
Raddoppio dei termini: Cassazione chiarisce le regole
Una società di costruzioni ha impugnato avvisi di accertamento basati sull'applicazione del raddoppio dei termini per reati fiscali. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di successione di leggi, si applica la normativa in vigore al momento della notifica dell'avviso. Di conseguenza, ha ritenuto legittimo il raddoppio dei termini per gli avvisi notificati prima delle riforme del 2015, che lo avevano limitato. Ha inoltre confermato che il raddoppio non si applica all'IRAP e che la violazione del termine dilatorio di 60 giorni post-verifica causa la nullità dell'atto.
Continua »
Indagini finanziarie e deduzione dei costi: la svolta
Un imprenditore ha impugnato un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie che presumevano maggiori ricavi da versamenti e prelievi bancari. La Corte di Cassazione, pur rigettando la maggior parte dei motivi di ricorso, ha accolto quello fondamentale sulla deduzione dei costi. In linea con una recente sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che, a fronte di ricavi presunti, deve essere riconosciuta al contribuente la possibilità di provare, anche in via presuntiva, i costi correlati, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa per un nuovo esame su questo punto.
Continua »
Giudicato penale assolutorio: effetti nel Fisco
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso un giudizio tributario relativo ad avvisi di accertamento per operazioni inesistenti. La decisione è motivata dalla necessità di attendere la pronuncia delle Sezioni Unite sull'interpretazione del nuovo art. 21-bis d.lgs. 74/2000, che disciplina l'efficacia del giudicato penale assolutorio nel processo fiscale, una questione sollevata dal contribuente che era stato assolto in sede penale per i medesimi fatti.
Continua »