LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.P.R. n. 600/73, art. 67

6 provvedimenti

Azioni donate: Fisco nega il rimborso dell’imposta sostitutiva
Una contribuente riceve in donazione dalla madre delle partecipazioni societarie. La madre aveva già pagato un'imposta per rivalutarle. Successivamente, la figlia effettua una nuova rivalutazione e chiede il rimborso dell'imposta pagata in origine dalla madre. La Corte di Cassazione ha negato tale diritto, stabilendo un principio chiaro: il diritto al rimborso dell'imposta sostitutiva rivalutazione spetta esclusivamente a chi ha effettuato il versamento e non si trasferisce al nuovo proprietario delle azioni, neanche in caso di donazione. La richiesta della figlia è stata quindi respinta.
Continua »
Società consortile: oneri fiscali e ribaltamento costi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17386/2024, ha annullato la decisione di secondo grado che aveva dato ragione a una società consortile in una disputa con l'Amministrazione Finanziaria. Il caso riguarda la mancata fatturazione, da parte del consorzio alle proprie consorziate, di una quota dei ricavi ottenuti da terzi. La Corte ha stabilito che la sentenza d'appello è viziata da 'motivazione apparente', poiché non ha indagato sulla natura effettiva dei rapporti tra consorzio e consorziate, un accertamento indispensabile per determinare se il consorzio avesse diritto a trattenere quelle somme per coprire i costi di gestione o se dovesse 'ribaltarle' interamente. La parola_chiave del caso è società consortile.
Continua »
Definizione agevolata: quando il Fisco perde il ricorso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui una società e i suoi soci, dopo aver ricevuto otto avvisi di accertamento, hanno aderito alla definizione agevolata per sette di essi. L'Agenzia delle Entrate ha proseguito il ricorso per l'unico avviso non sanato. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il Fisco non può emettere nuovi accertamenti basati su elementi già in suo possesso. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse, essendo la lite estinta dalla definizione agevolata.
Continua »
Area pertinenziale IMU: non basta la graffatura
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, stabilisce un principio chiave in materia di IMU: la semplice 'graffatura' catastale di un terreno a un fabbricato non è sufficiente per qualificarlo come area pertinenziale IMU e ottenere l'esenzione. La Corte ha cassato la decisione di merito che si era basata solo sul dato formale, ribadendo che la nozione di pertinenza richiede una verifica sostanziale del vincolo di asservimento funzionale (elemento oggettivo) e della volontà del proprietario (elemento soggettivo), la cui prova spetta al contribuente.
Continua »
Pertinenza IMU: la graffatura non basta, conta l’uso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11176/2025, ha stabilito che per definire una pertinenza IMU non è sufficiente la 'graffatura' catastale, ovvero l'unione formale di un terreno a un fabbricato. Ciò che prevale è l'effettiva destinazione del bene a servizio o ornamento dell'immobile principale. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva valutato la tassabilità di un'area sulla base di un frazionamento avvenuto in un momento successivo all'anno d'imposta in questione, ribadendo che la valutazione deve essere ancorata alla situazione fattuale esistente nel periodo fiscale di riferimento.
Continua »
IMU area edificabile: quando è una pertinenza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18371/2025, ha rigettato il ricorso di una società che sosteneva la natura pertinenziale di un'area per non pagare l'IMU. Per essere considerata pertinenza, un'area edificabile deve perdere in modo definitivo e oggettivo la sua capacità edificatoria. Aver richiesto permessi a costruire su quel terreno ha smentito la tesi dell'azienda, escludendo il vincolo pertinenziale e confermando l'obbligo di versare l'IMU.
Continua »