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d.P.R. n. 380 del 2001, art. 3

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Distanze tra costruzioni: L’Aumento di Volume Trasforma la Ristrutturazione
Un Proprietario ha citato in giudizio i Vicini per aver demolito e ricostruito un fabbricato con altezza superiore, violando le distanze tra costruzioni. I Vicini sostenevano fosse una mera ristrutturazione. La Corte d'Appello ha condannato i Vicini a demolire o arretrare l'intero fabbricato, qualificando l'intervento come "nuova costruzione" per l'aumento di volume. La Cassazione ha confermato che l'aumento di altezza configura una nuova costruzione soggetta alle distanze legali. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello, stabilendo che, in assenza di norme locali specifiche, l'ordine di ripristino deve limitarsi alle sole parti che eccedono le dimensioni originarie dell'edificio.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione su nuove opere
Una controversia tra vicini per una sopraelevazione porta la Cassazione a ribadire principi fondamentali in materia di distanze tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce che ogni intervento che aumenta la volumetria di un edificio è da considerarsi 'nuova costruzione' e deve rispettare le normative vigenti sulle distanze. La Corte ha inoltre confermato che la violazione di tali norme comporta non solo l'obbligo di ripristino ma anche un risarcimento del danno, considerato esistente 'in re ipsa', senza necessità di prova specifica.
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Notifica cartella di pagamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12515/2024, ha rigettato il ricorso di una società contro una cartella di pagamento per IRES. La Corte ha confermato la validità della notifica della cartella di pagamento eseguita direttamente dall'agente della riscossione a mezzo posta, senza necessità di una relata di notifica. Inoltre, ha stabilito che non è richiesto l'invio di un avviso bonario preventivo quando la cartella scaturisce da un controllo automatizzato che rileva una mera discrasia tra l'importo dichiarato dal contribuente e quello versato. Infine, ha ritenuto inammissibili le censure sulla motivazione della cartella e sulla valutazione dei fatti, come l'agibilità di un immobile, poiché riservate ai giudici di merito.
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Sequestro preventivo: quando la ristrutturazione è nuova costruzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per abusi edilizi. La sentenza chiarisce che una ristrutturazione con aumento di volumetria e modifiche sostanziali alla sagoma, come l'aggiunta di un piano e di un ascensore non previsti, si qualifica come nuova costruzione, necessitando di un permesso di costruire e non di una semplice S.C.I.A. Il ricorso per cassazione contro il sequestro preventivo è limitato alla sola violazione di legge, non potendo riesaminare nel merito i fatti.
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Abuso edilizio pergotenda: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abuso edilizio nei confronti di un privato che aveva installato una "pergotenda" sul proprio terrazzo. Secondo la Corte, la struttura, per dimensioni, materiali e chiusure laterali fisse, non rientrava nell'edilizia libera ma costituiva una nuova costruzione soggetta a permesso. La decisione chiarisce che, anche alla luce delle nuove normative, una pergotenda diventa illegale se crea uno spazio stabilmente chiuso, determinando un aumento di volume e un mutamento della destinazione d'uso del terrazzo.
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