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d.P.R. n. 158 del 1999

5 provvedimenti

Presupposto impositivo TARI: la realtà prevale sul catasto
Una società concessionaria per la riscossione ha emesso avvisi di accertamento Tares e TARI nei confronti di un'azienda per gli anni dal 2013 al 2017. Il giudice d'appello aveva annullato gli atti ritenendo inattendibili i dati catastali indicati. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della concessionaria, stabilendo che il presupposto impositivo TARI si fonda esclusivamente sulla disponibilità materiale e sull'effettiva occupazione delle aree suscettibili di produrre rifiuti, a prescindere dalla loro corretta identificazione catastale. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania per un nuovo esame.
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Tassa sui rifiuti: l’albergo perde il ricorso contro il Comune
Un'azienda alberghiera ha impugnato l'avviso di accertamento con cui il Comune richiedeva il pagamento della Tassa sui rifiuti (TARES) per l'anno 2013, applicando la tariffa per alberghi con ristorazione sull'intera superficie. La società lamentava la carenza di motivazione dell'atto e la mancata concessione di riduzioni per lo smaltimento autonomo di rifiuti speciali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'avviso è valido se indica superficie, categoria e tariffa. Inoltre, spetta interamente al contribuente l'onere di denunciare e dimostrare la produzione di rifiuti speciali per ottenere esenzioni o riduzioni della Tassa sui rifiuti, non potendo pretendere che il Comune vi provveda d'ufficio.
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Tarsu 2010: la Cassazione conferma la sua validità
Un contribuente impugna un avviso di accertamento per la Tarsu 2010, sostenendo che la tassa fosse stata abolita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la piena legittimità dell'applicazione della Tarsu 2010. La Corte ha chiarito che, a causa della mancata adozione dei regolamenti attuativi per la nuova tariffa (TIA 2), il regime precedente è rimasto in vigore transitoriamente. Gli altri motivi di ricorso, relativi a vizi di forma e motivazione, sono stati dichiarati inammissibili, ribadendo che l'onere di provare il diritto a riduzioni fiscali spetta sempre al contribuente.
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Assimilazione rifiuti speciali: la Cassazione decide
Una società ha impugnato avvisi di accertamento per la tassa rifiuti (TARSU), sostenendo l'illegittimità del regolamento comunale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per una corretta assimilazione rifiuti speciali a urbani non è sufficiente il solo criterio qualitativo, ma è indispensabile anche quello quantitativo. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per un nuovo esame che tenga conto di questo principio.
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Tassa rifiuti aree portuali: quando paga il gestore?
Una società che gestisce un'area in un porto turistico ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassa rifiuti aree portuali è dovuta al Comune quando non è istituita una specifica Autorità Portuale. La detenzione dell'area, derivante da un contratto di affidamento per servizi di ormeggio, è sufficiente a far sorgere l'obbligo di pagamento del tributo da parte della società concessionaria.
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