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d.P.R. 600/73, art. 39, comma 1, lett. d)

6 provvedimenti

Motivazione avviso di accertamento: i limiti del rinvio
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un contribuente relativo alla plusvalenza dalla vendita di una licenza taxi. La Corte chiarisce che, dopo un annullamento con rinvio, il giudice di merito può validamente fondare la sua nuova decisione su elementi dell'originario avviso di accertamento non toccati dalla prima censura. Viene ribadito che la valutazione delle prove presuntive è sindacabile in Cassazione solo per errori macroscopici, confermando la corretta motivazione dell'avviso di accertamento.
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Favor Rei: Sanzioni Tributarie e Nuove Norme
Una società coinvolta in una complessa frode fiscale immobiliare invoca il principio del favor rei a seguito di una nuova legge che introduce sanzioni più miti. La nuova normativa, tuttavia, ne esclude l'applicazione retroattiva, sollevando dubbi di costituzionalità. La Corte di Cassazione, rilevando una questione analoga già pendente, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia definitiva sul principio del favor rei in ambito tributario, sottolineando l'importanza di una decisione uniforme.
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Accertamento induttivo costi: la Cassazione decide
Una società operante nel settore pirotecnico ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su metodo induttivo. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: anche in caso di accertamento induttivo, i costi sostenuti per produrre i maggiori ricavi contestati devono essere sempre riconosciuti, se necessario anche in via forfettaria. La Corte ha ritenuto che ignorare i costi violerebbe il principio di capacità contributiva. Di conseguenza, ha cassato la sentenza precedente e ha rinviato il caso al giudice di merito per una nuova valutazione che tenga conto dei costi deducibili.
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Accertamento induttivo: legittimo senza contraddittorio?
Un professionista medico contesta un accertamento induttivo per compensi non dichiarati. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la legittimità dell'atto fiscale basato su irregolarità e studi di settore, anche in assenza di un pieno contraddittorio preventivo, in quanto non previsto per i tributi non armonizzati.
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Presunzione distribuzione utili: onere della prova del socio
L'Agenzia delle Entrate accertava maggiori redditi a una S.r.l. immobiliare, estendendo la tassazione ai soci per presunzione distribuzione utili non dichiarati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10004/2025, ha accolto il ricorso dell'Agenzia, riaffermando che in una società a ristretta base vige la presunzione di distribuzione degli utili extra-contabili. Spetta al socio fornire la prova contraria, dimostrando rigorosamente la propria estraneità alla gestione e alla percezione di tali utili.
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Accertamento induttivo: inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente, titolare di una scuola guida, contro un accertamento induttivo dell'Agenzia delle Entrate. L'ordinanza stabilisce che la contestazione della ricostruzione dei ricavi e la valutazione delle prove sono questioni di merito non riesaminabili in sede di legittimità. Il contribuente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di ulteriori somme a titolo sanzionatorio.
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