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D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 co. 1 quater

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68 provvedimenti

Interruzione prescrizione indennità: quando non basta
La Cassazione chiarisce i requisiti per l'interruzione prescrizione indennità di esproprio. Una richiesta di 'conversione' della domanda in appello e una lettera informativa al Comune non sono state ritenute atti idonei, confermando l'estinzione del diritto del proprietario per decorso del termine decennale.
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Eccezione di inadempimento: onere della prova
Una società committente si opponeva al pagamento per l'installazione di un'insegna, sollevando un'eccezione di inadempimento per ritardi e vizi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che una volta che l'appaltatore prova di aver eseguito la prestazione, spetta al committente dimostrare la gravità dell'inadempimento. La Corte ha inoltre confermato che la ricezione dell'opera senza riserve può configurare un'accettazione tacita, anche in assenza di una verifica formale.
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Appello inammissibile: onere della prova in Cassazione
Una società che gestisce uno stabilimento balneare si è vista respingere la richiesta di indennizzo per furto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile presentato dalla società, sottolineando la mancata specificità del ricorso e il mancato rispetto dell'onere di riproporre correttamente le istanze istruttorie respinte in primo grado. La decisione ribadisce che la vittoria in un processo dipende non solo dalla ragione nel merito, ma anche dal rigoroso rispetto delle regole procedurali.
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Contratto atipico nullo: la prova del credito
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto atipico misto di appalto e compravendita immobiliare per difetto di forma scritta. Di conseguenza, viene negato il diritto del prestatore d'opera di incassare un assegno ricevuto a garanzia, in quanto non è stata fornita la prova di un valido titolo di credito sottostante. La sentenza chiarisce che l'esecuzione dei lavori non è sufficiente se manca una causa contrattuale meritevole di tutela.
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Passing-on defense: Cassazione sul danno antitrust
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia aerea che chiedeva la restituzione di "airport fees" e il risarcimento del danno a delle società petrolifere. La Corte ha stabilito che la clausola contrattuale di rimborso dei costi è valida anche se i costi sottostanti sono illegittimi. Inoltre, ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento applicando la passing-on defense, poiché la compagnia aerea aveva trasferito tali costi sui biglietti dei passeggeri, non subendo quindi un danno effettivo.
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Impugnazione sentenza onorari: l’appello è inammissibile
Un avvocato ha citato in giudizio una società per il pagamento dei suoi onorari. Il Tribunale, pur rilevando l'erronea introduzione della causa, l'ha qualificata come controversia speciale su onorari legali, decidendo nel merito. L'avvocato ha proposto appello, ma la Corte d'Appello lo ha dichiarato inammissibile, sostenendo che l'unico rimedio fosse il ricorso per cassazione. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del professionista e chiarendo che la qualificazione giuridica della domanda data dal primo giudice determina il mezzo di impugnazione sentenza onorari, a prescindere dal rito concretamente seguito.
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Usucapione auto: la detenzione non basta per la proprietà
La Corte d'Appello ha negato l'usucapione di un'auto d'epoca a un meccanico che l'aveva custodita per oltre 40 anni. La decisione si fonda sulla distinzione tra detenzione e possesso: il meccanico era un semplice detentore e non ha mai compiuto un atto di 'interversione del possesso' per manifestare la volontà di comportarsi come proprietario. Una registrazione in cui chiedeva il pagamento delle spese di deposito è stata decisiva per dimostrare che riconosceva ancora il diritto di proprietà altrui, escludendo così l'acquisto per usucapione auto.
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Onere della prova liquidazione giudiziale: chi deve?
Una società ha impugnato la sentenza di apertura della sua liquidazione giudiziale, sostenendo di essere al di sotto delle soglie di legge e di vantare un credito significativo. La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, affermando che l'onere della prova nella liquidazione giudiziale spetta all'imprenditore, specialmente in assenza di bilanci depositati. I documenti alternativi prodotti dalla stessa società, uniti all'ammissione di non poter pagare un debito esecutivo, hanno confermato uno stato di insolvenza conclamato, rendendo inevitabile la conferma della liquidazione.
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