LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 71

6 provvedimenti

Invito al pagamento: quando impugnarlo?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce un punto fondamentale sul contributo unificato. La Corte ha stabilito che per contestare la richiesta di pagamento, è necessario impugnare il primo atto ricevuto, ovvero l'invito al pagamento, e non la successiva cartella esattoriale. La mancata impugnazione dell'invito al pagamento rende il debito definitivo, precludendo future contestazioni sul merito della pretesa.
Continua »
Cessione di ramo d’azienda: i limiti dell’Agenzia
Due società hanno impugnato un avviso di accertamento per l'imposta di registro su una presunta cessione di ramo d'azienda avvenuta tramite contratto verbale. L'Agenzia fiscale aveva riqualificato l'operazione basandosi su una pluralità di atti collegati. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che per un contratto verbale la prova della cessione deve fondarsi su presunzioni legali specifiche (es. cambio ditta o insegna) e non sull'interpretazione di elementi extratestuali, come previsto per gli atti scritti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Decadenza imposta registro: 3 anni dopo la sentenza
Una società impugnava un avviso di liquidazione per imposta di registro. A seguito di una sentenza che rideterminava il valore imponibile del bene, l'Agenzia delle Entrate notificava un nuovo atto oltre tre anni dopo. La Cassazione ha stabilito che si applica il termine decadenziale imposta di registro triennale, e non quello decennale, poiché l'ente doveva svolgere una nuova attività di determinazione dell'imposta. Di conseguenza, il diritto dell'Agenzia era estinto per decadenza.
Continua »
Raddoppio contributo unificato: la Cassazione chiarisce
Il Ministero dell'Economia ha contestato una decisione che negava l'applicazione del raddoppio del contributo unificato a un contribuente dopo un ricorso perso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio chiave: il raddoppio contributo unificato si applica nel processo tributario, ma solo per i giudizi che si svolgono davanti alla stessa Corte di Cassazione, e non per i gradi di giudizio inferiori.
Continua »
Raddoppio contributo unificato: quando si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26995/2024, chiarisce l'ambito di applicazione del raddoppio contributo unificato nel processo tributario. L'Amministrazione finanziaria aveva impugnato una decisione che escludeva tale raddoppio. La Corte ha stabilito che la misura si applica ai ricorsi in Cassazione in materia tributaria, considerandoli procedimenti civili ordinari, ma non ai giudizi di merito presso le commissioni tributarie. La Corte ha inoltre ribadito che il raddoppio non è una sanzione, ma un tributo giudiziario.
Continua »
Prezzo simulato: no vantaggi fiscali da condotta elusiva
Una contribuente ha dichiarato un prezzo di acquisto immobiliare inferiore al reale (prezzo simulato) per ridurre l'imposta di registro, tentando poi di usare il prezzo effettivo per abbattere la plusvalenza tassabile al momento della vendita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che non si possono trarre vantaggi fiscali da una precedente condotta elusiva e illecita. Il principio antielusivo generale impedisce di opporre al Fisco l'accordo reale (dissimulato) per ottenere un secondo, indebito, risparmio d'imposta.
Continua »