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d.P.R. 26/10/1972, n. 633, art. 54

6 provvedimenti

Associazione non riconosciuta: quando è società di fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la riqualificazione fiscale di un'associazione, che gestiva centri estetici, in una società di fatto. La Corte ha stabilito che quando un'associazione non riconosciuta svolge un'attività palesemente commerciale, può essere trattata come una società, con i suoi membri considerati soci di fatto e ritenuti personalmente responsabili per le imposte, in base al loro ruolo di fondatori e al loro coinvolgimento in atti di gestione.
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Accertamento induttivo: mutuo > prezzo, cosa decide?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la differenza tra il prezzo di vendita di un immobile e il maggior importo del mutuo concesso all'acquirente costituisce una presunzione grave, precisa e concordante per un accertamento induttivo da parte dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva svalutato tale indizio, ritenendo erroneo l'uso del 'fatto notorio' secondo cui le perizie per i mutui sono spesso sovrastimate. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25744/2024, ha confermato la legittimità di un accertamento induttivo a carico di una società la cui contabilità è stata ritenuta gravemente inattendibile. La Corte ha chiarito che l'assenza di liste inventariali e altre anomalie documentali giustificano il ricorso a presunzioni per la ricostruzione dei ricavi. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, stabilendo l'applicazione retroattiva della normativa più favorevole (principio del favor rei) sopravvenuta in corso di causa.
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Saldo negativo di cassa: presunzione di ricavi in nero
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento a carico del socio di una società, basandosi su un saldo negativo di cassa che faceva presumere l'esistenza di ricavi non contabilizzati. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, ma la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. La Suprema Corte ha ribadito che un saldo di cassa negativo costituisce una presunzione legale di maggiori ricavi, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente. Ha inoltre cassato la sentenza per motivazione apparente riguardo la deducibilità di alcuni costi, rinviando il caso a un nuovo esame.
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Accertamento studi di settore: l’appello è valido?
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore, che evidenziava uno scostamento del 16,75%. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tale scostamento è sufficientemente grave da giustificare la rettifica. Inoltre, ha chiarito che l'appello dell'Amministrazione Finanziaria è valido anche se ripropone le argomentazioni del primo grado, purché contesti la decisione impugnata. La sentenza sottolinea l'importanza per il contribuente di fornire prove concrete per superare le presunzioni derivanti dall'accertamento studi di settore.
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Credito IVA omessa dichiarazione: le regole per l’uso
Una società ha generato un credito IVA in un anno, ma ha omesso di presentare le dichiarazioni per i periodi successivi, tentando poi di utilizzare quel credito 'saltando' gli anni non dichiarati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3740/2025, ha stabilito che in caso di credito IVA omessa dichiarazione per anni intermedi, si perde il diritto alla detrazione diretta. Il principio di continuità temporale delle dichiarazioni è fondamentale. Il contribuente non perde il credito, ma può solo chiederne il rimborso, seguendo una procedura separata e più complessa.
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