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d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 109

9 provvedimenti

Operazioni inesistenti: la Cassazione rinvia il caso
Una società del settore metalmeccanico ha ricevuto un avviso di accertamento milionario per operazioni inesistenti, contestando sia la deducibilità dei costi che la gestione dell'IVA in reverse charge. Le commissioni tributarie di merito hanno parzialmente accolto le ragioni della società. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, data la complessità e l'importanza della questione, nonché una parziale definizione agevolata della lite, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente, rinviando la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Requisiti ONLUS: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19115/2024, ha annullato la decisione di merito che aveva riconosciuto lo status di ONLUS a una fondazione culturale. La Suprema Corte ha chiarito i requisiti ONLUS essenziali, come la necessità della dichiarazione di interesse culturale da parte del Ministero e non della Regione, e l'inutilizzabilità in giudizio dei documenti non esibiti durante la verifica fiscale. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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IVA reverse charge: no detrazione per operazioni fittizie
Una società operante nel settore dei metalli si è vista negare la detrazione dell'IVA a seguito di un accertamento fiscale che ha rivelato l'uso di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. Nonostante le operazioni fossero soggette al meccanismo dell'IVA reverse charge, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18730/2024, ha stabilito che il diritto alla detrazione non sussiste. La Corte ha chiarito che la neutralità del meccanismo contabile non può sanare l'assenza del presupposto sostanziale, ovvero una reale transazione economica inerente all'attività d'impresa, confermando un orientamento rigoroso contro le frodi fiscali.
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Rinuncia al giudizio: estinzione del processo
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale per costi indeducibili. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. Durante il processo, la società comunica la propria rinuncia al giudizio. La Corte Suprema dichiara quindi l'estinzione del procedimento e compensa le spese legali tra le parti.
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Estinzione giudizio tributario: rinuncia e conseguenze
Una società impugna avvisi di accertamento fino in Cassazione. Durante il processo, dichiara di non avere più interesse alla prosecuzione e rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio tributario e compensa le spese, applicando l'art. 391 del codice di procedura civile.
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Scudo fiscale non copre la società: la Cassazione decide
Una società unipersonale ha dedotto costi per fatture inesistenti, il cui importo è stato poi rimpatriato dal socio unico tramite scudo fiscale. La Cassazione ha stabilito che lo scudo fiscale, essendo un beneficio per persone fisiche, non può proteggere la società dall'accertamento fiscale sui costi fittizi. Ha inoltre chiarito che i costi di consulenza per un'autovettura aziendale sono deducibili solo parzialmente.
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Motivazione apparente: costi non deducibili e nullità
Una società si è vista negare la deducibilità di alcuni costi, tra cui l'affitto di un immobile e spese di rappresentanza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione sui costi di locazione per mancata prova della strumentalità, ma ha annullato la sentenza sulle altre spese per 'motivazione apparente'. I giudici di merito, infatti, non avevano spiegato adeguatamente le ragioni del loro convincimento, limitandosi a definire la documentazione 'insufficiente'. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame su questo punto.
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Costi operazioni inesistenti: onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di costi operazioni inesistenti a livello soggettivo, l'onere di provare i requisiti di deducibilità (inerenza, effettività, certezza) grava sempre sul contribuente e non sull'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente invertito tale onere probatorio, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Notifica nulla: la Cassazione ordina il rinnovo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che annullava un accertamento fiscale basato sul disconoscimento dei costi per mancata risposta a un questionario. La Corte di Cassazione, prima di esaminare il merito, ha rilevato una notifica nulla dell'atto di ricorso, in quanto effettuata al difensore del primo grado anziché alla parte personalmente, che era contumace in appello. Di conseguenza, ha ordinato il rinnovo della notificazione, rinviando la causa a nuovo ruolo per assicurare la corretta instaurazione del contraddittorio.
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