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D.P.C.M. 21 febbraio 2000, art. 3

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Indennità di esproprio: paga la Regione o lo Stato?
Un consorzio di imprese ha anticipato le somme per una indennità di esproprio durante la costruzione di un raccordo stradale. In seguito al trasferimento delle strade dal demanio statale a quello regionale, il consorzio ha chiesto il rimborso alla Regione tramite decreto ingiuntivo. La Regione si è opposta, negando la propria responsabilità patrimoniale. La Corte di Cassazione ha confermato che l'obbligo di rimborso grava sull'ente statale delle strade e non sulla Regione. Infatti, le norme sul trasferimento dei beni stabiliscono una deroga: tutti i debiti e i contenziosi originati da fatti o atti anteriori al 31 dicembre 2000 restano a carico dello Stato. Poiché la procedura espropriativa risale al 1998, la Regione non deve pagare alcuna somma al concessionario.
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Legittimazione passiva esproprio: debiti statali e subentro
Un Consorzio costruttore ha chiesto tramite ingiunzione alla Regione il rimborso delle somme anticipate per risarcire i proprietari terrieri espropriati per la realizzazione di una bretella stradale. La Regione ha contestato la propria legittimazione passiva esproprio, sostenendo che i costi gravassero sull'ente statale cedente della strada. I giudici di merito avevano condannato la Regione, ritenendola subentrata in tutti i rapporti economici e limitando l'onere dell'ente statale ai soli contenziosi già pendenti al momento del passaggio di consegne. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto, accogliendo il ricorso regionale. I Supremi Giudici hanno stabilito che l'ente statale originario risponde di tutti i debiti e i rimborsi collegati ad atti o procedimenti espropriativi nati prima del trasferimento del bene stradale, annullando il decreto ingiuntivo a carico dell'amministrazione regionale.
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Rimborso indennità di esproprio: paga lo Stato o la Regione
Un consorzio costruttore ha anticipato una somma per indennizzare un privato a seguito della cessione di un terreno per opere stradali. Successivamente, il consorzio ha chiesto il rimborso indennità di esproprio alla Regione tramite decreto ingiuntivo, sostenendo che l'ente regionale fosse subentrato nella gestione della rete stradale statale. La Regione si è opposta, negando il proprio debito. La Corte di Cassazione ha confermato che l'obbligo di restituzione non spetta alla Regione ma all'ente statale delle strade. Le norme sul trasferimento della rete viaria stabiliscono infatti che i debiti e i contenziosi originati da fatti anteriori al trasferimento restano a carico della precedente gestione statale. Il ricorso del consorzio è stato respinto.
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Rimborso indennità di esproprio: paga l’ANAS e non la Regione
Un consorzio concessionario ha chiesto tramite decreto ingiuntivo alla Regione il rimborso indennità di esproprio per le somme anticipate ai proprietari dei terreni occupati per realizzare un'opera viaria. La Regione ha contestato la richiesta sostenendo il proprio difetto di legittimazione passiva, in quanto i fatti espropriativi erano avvenuti prima del trasferimento del demanio stradale dallo Stato all'ente territoriale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del concessionario e confermato la decisione d'appello: per i debiti e i contenziosi derivanti da atti o fatti anteriori al trasferimento dell'infrastruttura resta obbligato in via esclusiva l'ente statale originario concedente, ossia l'ANAS. Il concessionario perde la causa contro la Regione e non ottiene il rimborso da quest'ultima.
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Rimborso indennità di esproprio: la responsabilità resta statale
Un consorzio concessionario ha pagato le somme dovute ai proprietari espropriati per la realizzazione di infrastrutture post-terremoto. Successivamente, il consorzio ha chiesto il rimborso indennità di esproprio alla Regione subentrata nella gestione delle strade, ottenendo un decreto ingiuntivo. La Regione ha contestato il provvedimento, sostenendo la propria estraneità al debito e indicando la responsabilità dell'ente statale originario concedente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Regione e revocato il decreto ingiuntivo. I giudici hanno stabilito che l'ente statale originario risponde di tutti i contenziosi e dei debiti derivanti da fatti e atti compiuti prima del trasferimento dei beni al demanio regionale.
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