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D.M. n. 1444 del 1968

5 provvedimenti

Distanze legali tra costruzioni e muri per terrapieni artificiali
Un proprietario terriero cita in giudizio una società costruttrice confinante per la violazione delle distanze legali tra costruzioni, causata dalla realizzazione di due edifici e di un muro di contenimento a supporto di un terrapieno artificiale. La Corte d'Appello respinge la domanda del confinante applicando un regolamento regionale che esentava tali manufatti dal rispetto delle distanze minime. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del proprietario e cassa la decisione d'appello. I giudici di legittimità stabiliscono che il muro a sostegno di un dislivello artificiale costituisce una costruzione a tutti gli effetti. Di conseguenza, i regolamenti locali o regionali non possono derogare alla normativa statale di rango primario in assenza di un piano urbanistico generale unitario.
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Balcone e Distanze tra Costruzioni: La Cassazione Conferma l’Arretramento
Un Proprietario ha citato in giudizio i Vicini per la violazione delle distanze tra costruzioni, chiedendo la demolizione di un balcone e la rimozione di un serbatoio. I Vicini hanno chiesto l'usucapione del cortile. La Corte d'Appello ha accolto in parte la richiesta del Proprietario, ordinando l'arretramento del balcone, ma ha rigettato la rimozione del serbatoio e la domanda di usucapione dei Vicini. La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo ammissibile l'interpretazione estensiva della domanda iniziale del Proprietario e inammissibili i ricorsi dei Vicini per mancanza di specificità. Le spese sono state compensate.
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Violazione delle distanze legali: demolizione sì, danno da rifare
I Proprietari Confinanti hanno citato in giudizio il Costruttore per la sopraelevazione di un fabbricato in violazione delle distanze. I giudici di merito hanno ordinato la demolizione dell'opera e risarcito i danni per trentamila euro. La Corte di Cassazione ha confermato la violazione delle distanze, ribadendo che la concessione edilizia non sana i rapporti tra privati. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del Costruttore limitatamente alla quantificazione del danno. La sentenza è stata cassata con rinvio poiché il giudice d'appello ha liquidato il danno in via equitativa senza spiegare i criteri di calcolo. Di conseguenza, la violazione delle distanze legali è confermata, ma l'ammontare del risarcimento dovrà essere interamente ridiscusso e motivato nel nuovo giudizio.
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Distanze legali: i balconi si contano sempre?
In una lunga controversia sulle distanze legali tra edifici, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che ordinava l'arretramento di una costruzione. Il motivo principale è la "motivazione apparente": la decisione non specificava quali fossero le esatte distanze da rispettare, rendendo l'ordine ineseguibile. La Corte ha ribadito che i balconi di notevoli dimensioni rientrano nel calcolo delle distanze legali, ma ha censurato la mancanza di chiarezza del provvedimento impugnato.
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Nuova costruzione e distanze legali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che qualsiasi intervento di demolizione e ricostruzione che comporti un aumento di volume o una modifica della sagoma e della posizione dell'edificio deve essere qualificato come "nuova costruzione". Di conseguenza, tale intervento deve rispettare le distanze legali minime previste dalla normativa nazionale, senza che i regolamenti edilizi locali possano introdurre deroghe più favorevoli. Il caso riguardava una controversia tra proprietari confinanti in cui un edificio era stato ricostruito violando le distanze dal confine. La Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato una norma locale per interventi di restauro, ribadendo la prevalenza della nozione civilistica di nuova costruzione.
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