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63 provvedimenti

Giudicato endofallimentare: limiti alla richiesta
La Corte di Cassazione chiarisce che il provvedimento di ammissione al passivo fallimentare è definitivo. Una volta formato il cosiddetto giudicato endofallimentare, non è possibile chiedere l'integrazione di oneri accessori (come IVA e contributi) non previsti nel decreto originale. La richiesta successiva di tali somme è stata dichiarata inammissibile, in quanto il decreto di ammissione era ormai incontestabile.
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Risarcimento specializzandi medici: la Cassazione decide
Un gruppo di medici ha citato in giudizio l'ente governativo per il mancato risarcimento durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive UE. La Corte di Cassazione ha analizzato il caso, accogliendo in parte il ricorso dell'ente su un errore di calcolo e accogliendo il ricorso dei medici per omessa pronuncia su alcune posizioni. La Corte ha confermato che il diritto al risarcimento per gli specializzandi medici decorre dal 1° gennaio 1983, anche per chi si è iscritto prima del 1982, ma ha precisato che per l'anno accademico 1982-1983 il calcolo deve partire da tale data. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha confermato il consolidato orientamento sulla prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria, data la manifesta infondatezza del ricorso a fronte di una giurisprudenza ormai granitica.
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Pagamenti termini d’uso: l’esenzione dalla revocatoria
Una procedura di amministrazione straordinaria ha intentato un'azione revocatoria contro un'agenzia di marketing per recuperare due pagamenti effettuati da un'impresa prima della dichiarazione di insolvenza. Il Tribunale ha respinto la domanda, applicando l'esenzione prevista per i pagamenti termini d'uso. La decisione sottolinea che, in assenza di una prassi consolidata a causa di un rapporto commerciale recente, le condizioni contrattuali pattuite diventano il parametro di riferimento per valutare la normalità delle transazioni, escludendole dalla revocatoria.
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Termini d’uso: pagamenti salvi dalla revocatoria
Una società in amministrazione straordinaria ha richiesto la revoca dei pagamenti dei canoni di locazione effettuati a favore del locatore prima della dichiarazione di insolvenza. Il Tribunale ha respinto la domanda, stabilendo che i pagamenti, sebbene avvenuti con un leggero e costante ritardo rispetto alle scadenze contrattuali, rientravano nei 'termini d'uso' consolidatisi tra le parti. Questa prassi commerciale prevale sul contratto, rendendo i pagamenti non soggetti a revocatoria fallimentare.
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Revocatoria pagamenti: quando la prassi salva i canoni
Una società in amministrazione straordinaria ha richiesto la revocatoria dei pagamenti dei canoni di locazione effettuati a favore della società locatrice nel cosiddetto 'periodo sospetto'. Il Tribunale ha rigettato la domanda, stabilendo che i pagamenti, sebbene avvenuti con un leggero ritardo rispetto alle scadenze contrattuali, erano esenti da revocatoria. La decisione si basa sulla dimostrazione di una prassi consolidata e tollerata tra le parti, che ha reso tali pagamenti conformi ai 'termini d'uso' previsti dalla legge fallimentare, assorbendo la questione della conoscenza dello stato di insolvenza.
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Liquidazione compenso CTU: Criteri e Riduzioni
Un consulente tecnico d'ufficio (CTU) ha contestato la liquidazione del suo compenso, calcolata a tempo anziché a percentuale sul valore della controversia. La Corte, in seguito a una pronuncia della Cassazione, ha accolto il ricorso, riaffermando la priorità del criterio percentuale. La sentenza ha stabilito il compenso applicando un aumento per l'urgenza dell'incarico ma anche una decurtazione obbligatoria di un terzo per il tardivo deposito della perizia, chiarendo importanti principi sulla liquidazione compenso CTU.
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Inadempimento grave e risoluzione del contratto
Una sentenza del Tribunale di Venezia ha dichiarato la risoluzione di un contratto d'appalto per inadempimento grave da parte dell'impresa esecutrice. A seguito della posa di una pavimentazione risultata doppiamente difettosa, prima in magnesite e poi in resina, il giudice ha condannato l'appaltatore a risarcire integralmente i committenti, coprendo i costi per il rifacimento dell'opera, le spese peritali e quelle legali.
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Prorogatio imperii amministratore: chi convoca?
La sentenza del Tribunale di Venezia, n. 3893/2021, analizza il principio di prorogatio imperii dell'amministratore di condominio. Il caso riguarda l'impugnazione di una delibera assembleare convocata da alcuni condomini dopo le dimissioni dell'amministratore. Il Tribunale ha annullato la delibera, chiarendo che l'amministratore dimissionario conserva pieni poteri, inclusa la convocazione dell'assemblea, fino alla sua effettiva sostituzione. La facoltà dei condomini di auto-convocarsi è limitata alla sola ipotesi di 'mancanza' totale dell'amministratore, non alla semplice cessazione dall'incarico.
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Mutuo fondiario: superamento limite e conseguenze
La Corte d'Appello di Roma ha stabilito che il superamento del limite di finanziabilità (80% del valore dell'immobile) non causa la nullità del contratto di mutuo fondiario. Invece, il contratto viene riqualificato come un mutuo ipotecario ordinario, perdendo i privilegi processuali tipici del credito fondiario ma rimanendo valido ed efficace. La sentenza ha inoltre rigettato le doglianze dei mutuatari relative a un presunto errore sulla propria qualità di debitori e all'usurarietà dei tassi d'interesse.
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Principio di non contestazione e caduta in casa
La Corte d'Appello di Firenze ha riformato una sentenza di primo grado, affermando la responsabilità del proprietario di un immobile per la caduta di un'anziana parente. La decisione si fonda sul principio di non contestazione, poiché il proprietario, pur costituendosi in giudizio, non aveva specificamente contestato la dinamica dell'incidente (caduta su scala bagnata) descritta dalla danneggiata, limitandosi a contestare l'ammontare del danno richiesto. Di conseguenza, i fatti si sono ritenuti provati. La Corte ha invece dichiarato inammissibile la domanda degli eredi contro la compagnia assicurativa del proprietario, non essendo prevista un'azione diretta.
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Contratto quadro trading: nullo con point and click
Una recente sentenza della Corte di Appello ha dichiarato nullo un contratto quadro trading sottoscritto online con la semplice procedura 'point and click'. Il caso riguardava un'investitrice che, dopo aver perso il suo capitale, ha contestato la validità del contratto per vizio di forma. A differenza del tribunale di primo grado, la Corte d'Appello ha stabilito che la firma elettronica semplice non soddisfa il requisito della forma scritta imposto dalla legge per tali contratti, ordinando alla società di intermediazione la restituzione dell'intera somma versata.
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Appello tardivo: inammissibile nel rito del lavoro
La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile un appello in materia di contributi previdenziali perché tardivo. L'impugnazione è stata depositata oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza di primo grado. La Corte ha chiarito che alle cause soggette al rito del lavoro non si applica la sospensione feriale dei termini. In via subordinata, l'appello è stato ritenuto infondato anche nel merito, confermando la validità delle notifiche effettuate dall'Ente di riscossione tramite un indirizzo PEC istituzionale, sebbene non presente nei pubblici registri.
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Risarcimento danno ritardata assunzione: limiti
Una docente, dopo aver atteso 14 anni per una nomina in ruolo illegittimamente ritardata dall'Amministrazione, ottiene in via definitiva il pieno risarcimento del danno per la ritardata assunzione. La Corte di Cassazione, e per essa la Corte d'Appello in sede di rinvio, ha stabilito che non si può pretendere dal lavoratore di compiere sacrifici "gravosi o eccezionali", come trasferirsi in un'altra regione per un lavoro precario, al solo fine di mitigare il danno causato dall'ente. La sentenza condanna quindi l'Amministrazione a versare tutte le retribuzioni perse, detratto solo quanto effettivamente guadagnato altrove dalla lavoratrice.
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Esenzione vaccinale: annullata sanzione per certificato
Il Tribunale di Torino ha confermato l'annullamento di una sanzione di 100 euro irrogata a un medico per mancato adempimento dell'obbligo vaccinale anti-COVID-19. La decisione si fonda sulla prova di una preesistente esenzione vaccinale permanente, documentata da un certificato digitale rilasciato prima della sanzione stessa. L'appello dell'amministrazione, basato sulla presunta invalidità del certificato cartaceo non digitalizzato nei termini, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la presenza di un'esenzione valida e documentata digitalmente faceva venir meno il presupposto stesso per l'applicazione della sanzione, rendendola illegittima.
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Sospensione servizi condominiali: quando è lecita?
Un condominio ha richiesto e ottenuto dal Tribunale un provvedimento d'urgenza per la sospensione dei servizi condominiali (riscaldamento e acqua) a un condomino moroso da oltre sei mesi. Data l'irreperibilità del proprietario e il fatto che l'immobile fosse disabitato, il giudice ha autorizzato l'amministratore ad accedere all'appartamento, con l'ausilio di un ufficiale giudiziario, per procedere materialmente al distacco delle forniture e impedire l'ulteriore aggravamento del debito a danno degli altri condomini.
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Contratto di appalto: vizi e penali per ritardo
In una controversia relativa a un contratto di appalto, la Corte d'Appello ha parzialmente riformato una sentenza di primo grado. La Corte ha respinto l'appello dell'impresa costruttrice e accolto in parte quello del condominio, ricalcolando la penale per il ritardo nella consegna dei lavori e addebitando all'impresa le spese di occupazione del suolo pubblico. La decisione sottolinea l'importanza della consulenza tecnica (CTU) nel definire le responsabilità e la corretta quantificazione dei danni e delle penali, confermando un debito dell'impresa verso il committente.
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Usura bancaria: costi assicurativi e annullamento
Un consumatore ha citato in giudizio una società finanziaria, sostenendo che il suo prestito fosse usurario perché il premio assicurativo non era stato incluso nel calcolo del costo totale. Il Tribunale di Napoli, seguendo la giurisprudenza della Cassazione, ha stabilito che, essendo l'assicurazione obbligatoria per ottenere il credito, il suo costo deve essere conteggiato ai fini della verifica dell'usura bancaria. Il contratto è stato dichiarato nullo e il finanziatore condannato a restituire tutti gli interessi e parte dei costi pagati.
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Infiltrazioni terrazzo: chi paga i danni?
A seguito di gravi infiltrazioni da un terrazzo, i proprietari di alcuni appartamenti citavano in giudizio il proprietario dell'immobile sovrastante. Il tribunale ha riqualificato l'azione come denuncia di danno temuto e ha diviso la responsabilità: il proprietario è stato condannato a rimuovere i vizi strutturali preesistenti alla locazione (tubature, vasi, impermeabilizzazione), mentre l'inquilino è stato ritenuto responsabile per l'installazione di un pavimento galleggiante che ha aggravato il problema.
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Immissioni intollerabili: condanna per fumi e rumori
Un'attività commerciale è stata condannata per immissioni intollerabili di fumi e rumori ai danni dei vicini. Il Tribunale, basandosi su una perizia tecnica che ha accertato il superamento dei limiti di tollerabilità e il rischio per la salute, ha emesso un'ordinanza d'urgenza imponendo l'esecuzione di lavori di adeguamento e il pagamento di tutte le spese legali. La decisione sottolinea come il diritto alla salute e alla vivibilità della propria abitazione prevalga sulle esigenze commerciali quando queste generano un disturbo eccessivo.
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