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D.M. 5 maggio 2011

8 provvedimenti

Onere della prova: fornitore non paga se il contratto è generico
Un'azienda acquista una fornitura di pannelli fotovoltaici descritti genericamente come 'EU certificato'. Dopo che l'ente pubblico nega gli incentivi statali per la non conformità dei moduli, l'azienda acquirente fa causa al fornitore per inadempimento. La Corte di Cassazione ha dato torto all'acquirente, stabilendo un principio chiave sull'onere della prova del creditore. Non basta una descrizione generica in fattura; l'acquirente avrebbe dovuto dimostrare che nel contratto il fornitore si era specificamente obbligato a fornire pannelli con le esatte caratteristiche tecniche necessarie a ottenere quegli specifici incentivi. In assenza di tale prova, la domanda di risarcimento è stata respinta.
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Cumulabilità incentivi: no alla detassazione per biomasse
Una società energetica si è vista negare la detassazione 'Tremonti Ambiente' per un impianto a biomassa. La Cassazione ha confermato la non cumulabilità incentivi specifici (certificati verdi) con l'agevolazione fiscale, stabilendo un principio chiave: il tipo di impianto è decisivo. L'appello della società è stato rigettato per la formazione di un giudicato interno sulla questione centrale.
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Cumulo incentivi fotovoltaico: estinzione del giudizio
Una società operante nel settore metalmeccanico aveva impugnato un avviso di liquidazione per l'indebito cumulo incentivi fotovoltaico con la detassazione per investimenti ambientali. Durante il giudizio in Cassazione, l'azienda ha aderito alla procedura di definizione agevolata prevista dalla legge, sanando la propria posizione. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, compensando le spese legali.
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Divieto di cumulo incentivi: estinzione del lodo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente a una definizione agevolata. Il caso riguardava il divieto di cumulo incentivi tra le tariffe del 'Conto Energia' per il fotovoltaico e la detassazione per investimenti ambientali. La Corte ha confermato che l'adesione alla sanatoria, con rinuncia al contenzioso, porta alla cessazione della materia del contendere, compensando le spese legali tra le parti.
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Cumulo incentivi: no a Tremonti Ambiente e Conto Energia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32065/2025, ha stabilito il divieto di cumulo incentivi tra la detassazione per investimenti ambientali, nota come "Tremonti Ambiente", e le tariffe incentivanti previste dal III, IV e V "Conto Energia". Il caso riguardava una società che aveva beneficiato di entrambe le agevolazioni per un impianto fotovoltaico. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato tale cumulo, recuperando a tassazione il beneficio fiscale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, basandosi su una normativa successiva che ha chiarito in via definitiva l'impossibilità di sommare i due vantaggi. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio a un nuovo giudice, che dovrà applicare questo principio.
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Cumulo incentivi fotovoltaico: la Cassazione estingue
Una società operante nel settore delle energie rinnovabili ha contestato il diniego dell'Agenzia delle Entrate riguardo al cumulo incentivi fotovoltaico, specificamente la tariffa incentivante e la detassazione per investimenti ambientali. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha rinunciato al ricorso, dichiarando di non avere più interesse. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi nel merito della questione.
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Definizione agevolata: stop al contenzioso fiscale
Una società beneficiava di due diversi incentivi per un impianto fotovoltaico: una detassazione del reddito (Tremonti Ambiente) e tariffe speciali per l'energia prodotta (Conto Energia). L'Agenzia delle Entrate contestava la cumulabilità dei due benefici, ma i giudici di merito davano ragione alla società. Prima che la Cassazione potesse decidere sulla questione, le parti hanno aderito alla definizione agevolata, risolvendo la controversia. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere.
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Agevolazione Tremonti Ambiente: formalità non ostative
Una società si è vista negare l'agevolazione Tremonti Ambiente per non aver rispettato alcuni adempimenti formali. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali requisiti, come la comunicazione al Ministero, non sono essenziali per ottenere il beneficio, il quale può essere richiesto tramite istanza di rimborso anche in assenza di una precedente dichiarazione integrativa. La Corte ha quindi annullato la decisione del giudice inferiore, affermando la prevalenza della sostanza sulla forma.
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