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d.m. 13/8/2022 n. 147

14 provvedimenti

Provvigione mediatore immobiliare: quando si deve pagare
Il Tribunale ha rigettato l'opposizione contro un decreto ingiuntivo riguardante la provvigione mediatore immobiliare. La decisione stabilisce che il compenso è dovuto non appena si perfeziona il vincolo giuridico tra le parti tramite l'accettazione della proposta d'acquisto, indipendentemente dal successivo rogito, se non è presente una specifica condizione sospensiva legata al mutuo.
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Sanzione disciplinare lavoro: legittima la sospensione
La Corte d'Appello di Milano ha confermato la legittimità della sanzione disciplinare lavoro consistente in dieci giorni di sospensione per un dipendente che ha effettuato un cambio moneta non autorizzato di 450 euro. La corte ha rigettato la tesi del lavoratore relativa a una presunta prassi aziendale tollerata e ha chiarito che il requisito della tempestività riguarda la comunicazione della sanzione e non la sua materiale esecuzione, avvenuta mesi dopo.
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Domicilio digitale: quando la notifica PEC è nulla?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una sentenza via PEC è inefficace se la parte ha indicato il proprio domicilio digitale limitandone l'uso alle sole comunicazioni di cancelleria, avendo al contempo eletto un domicilio fisico. In questo caso, relativo a una richiesta di risarcimento per un prodotto agricolo inefficace, la Corte ha annullato la dichiarazione di inammissibilità di un appello, ritenuto erroneamente tardivo dalla Corte di merito, affermando la prevalenza del domicilio fisico eletto per le notifiche tra le parti.
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Compensi difensore: la Cassazione e la proporzionalità
Un avvocato ha citato in giudizio i suoi ex clienti per il mancato pagamento degli onorari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del legale, stabilendo che il calcolo dei compensi difensore deve seguire un principio di proporzionalità. Il giudice può basarsi sull'importo effettivamente riconosciuto alla parte (decisum) anziché su quello richiesto (disputatum), specialmente se vi è una notevole differenza. La Corte ha inoltre confermato la responsabilità dell'avvocato per non aver informato i clienti sulla possibilità di impugnare una decisione sfavorevole sulle spese legali, configurando una perdita di chance.
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Liquidazione spese processuali: la Cassazione chiarisce
Un avvocato ha contestato l'importo delle spese legali liquidate da un Tribunale in una causa contro l'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo che nel giudizio di primo grado la fase istruttoria è sempre dovuta, anche senza attività probatorie specifiche. Per l'appello, invece, vale un criterio più restrittivo. La Corte ha inoltre chiarito che la tariffa da applicare è quella in vigore al momento della decisione. Il tema centrale è la corretta liquidazione spese processuali.
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Compenso avvocato Pinto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene sulla liquidazione del compenso avvocato nei giudizi di opposizione per equa riparazione (Legge Pinto). È stato stabilito che la fase istruttoria/trattazione deve essere sempre remunerata e che lo scaglione di valore per il calcolo si basa sulla somma effettivamente liquidata e non su quella richiesta. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva escluso tale fase e liquidato somme simboliche, procedendo a una nuova e corretta quantificazione delle spese legali.
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Indennizzo durata processo: come si calcola
Un cittadino ha contestato l'importo ricevuto come indennizzo per l'eccessiva durata di un processo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo principi chiave per il calcolo dell'indennizzo durata processo. La Corte ha chiarito che la durata di tutte le fasi del giudizio (cognizione ed esecuzione) va sommata in modo unitario, e solo alla fine l'eventuale frazione di anno superiore a sei mesi va arrotondata per eccesso. Inoltre, ha corretto la liquidazione delle spese legali, riaffermando che devono rispettare i parametri professionali e includere tutte le fasi processuali svolte.
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Istanza di prelievo: non serve per l’equa riparazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8555/2025, ha stabilito che non è necessaria la presentazione dell'istanza di prelievo per richiedere l'equa riparazione per eccessiva durata di un giudizio di ottemperanza. La Corte ha ritenuto che tale tipo di procedimento sia già strutturalmente volto alla celerità, rendendo superflua l'istanza. Rigettato anche il ricorso sulla quantificazione delle spese legali, confermando la discrezionalità del giudice nel liquidarle sopra i minimi tabellari.
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Compenso avvocato: minimo tariffario inderogabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7361/2025, ha stabilito l'inderogabilità dei minimi tariffari per il compenso avvocato. La Corte ha cassato una decisione che liquidava onorari inferiori a quelli di legge in una causa per irragionevole durata del processo, precisando che il compenso per la fase di trattazione è sempre dovuto. È un principio fondamentale a tutela della dignità della professione forense.
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Legge Pinto: Indennizzo per ritardo eccessivo
La Corte di Appello di Bologna ha concesso un indennizzo per la durata irragionevole di una procedura fallimentare, applicando la Legge Pinto. Il processo, durato oltre 12 anni, ha superato il limite di 6 anni, portando al riconoscimento di un risarcimento calcolato su 7 anni di ritardo, parzialmente già liquidato con un precedente decreto.
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Responsabilità professionale ingegnere: sentenza
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza la responsabilità professionale dell'ingegnere per gravi vizi nella progettazione di un'autorimessa. La Corte ha confermato la colpa del professionista, anche a fronte di presunte richieste speculative dei committenti, ma ha parzialmente ridotto il risarcimento per difetto di prova su alcuni danni. Il caso chiarisce i doveri del professionista, l'onere probatorio e l'applicazione delle polizze assicurative.
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Liquidazione compenso perito: calcolo e criteri
Un perito si oppone al compenso liquidato dal Tribunale per un'attività di traduzione e trascrizione, ritenendolo inadeguato. Il giudice accoglie parzialmente l'opposizione, ridefinendo i criteri per la liquidazione compenso perito. La sentenza chiarisce che il calcolo deve basarsi sulle ore effettive di lavoro (vacazioni) e non sul termine concesso, aumentando significativamente l'importo da 88 euro a oltre 880 euro.
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Liquidazione compensi avvocato: l’errore si corregge
Un avvocato omette per errore di richiedere i compensi per la fase delle indagini preliminari in un caso di patrocinio a spese dello Stato. Il GIP rigetta la successiva richiesta correttiva, ma il Tribunale di Torino accoglie l'opposizione. La sentenza stabilisce che una mera svista non costituisce rinuncia al diritto al compenso. Questo caso chiarisce che è possibile integrare una richiesta di liquidazione compensi avvocato se l'omissione è frutto di un errore palese e non di una volontà di rinuncia.
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IVA compravendita: chi paga l’imposta?
In una causa di opposizione a un decreto ingiuntivo, un acquirente di un immobile commerciale sosteneva che il prezzo pattuito fosse comprensivo di IVA. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, confermando che, in assenza di un patto contrario esplicito, l'onere dell'IVA compravendita immobiliare grava sull'acquirente, come previsto dalla legge e dal contratto stesso, che poneva a suo carico 'ogni imposta inerente l'acquisto'. La Corte ha inoltre ritenuto corretta l'applicazione dell'aliquota ordinaria, non avendo l'acquirente provato la sussistenza dei requisiti per un'aliquota agevolata.
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