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d.m. 1 aprile 1968, n. 1404

5 provvedimenti

Vincolo di inedificabilità: nessun risarcimento per i danni
Due società proprietarie di capannoni industriali hanno chiesto il risarcimento dei danni causati dai lavori di ampliamento del Grande Raccordo Anulare. Tuttavia, i capannoni erano stati costruiti a meno di sessanta metri dall'autostrada, violando il vincolo di inedificabilità assoluta previsto dalla legge per le fasce di rispetto stradale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle proprietarie. I giudici hanno chiarito che l'abusività della costruzione esclude il diritto al risarcimento, poiché il danno deriva direttamente dalla condotta illecita dei proprietari che hanno edificato in una zona vietata. Anche in caso di attività pericolosa, la responsabilità del danneggiante è esclusa se il comportamento del danneggiato interrompe il nesso di causa.
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Espropriazione larvata: nessun indennizzo per la casa abusiva
I comproprietari di un immobile hanno chiesto il risarcimento per l'espropriazione larvata e l'indennità di occupazione temporanea a causa della costruzione di un viadotto stradale vicino alla loro proprietà. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei privati, confermando le decisioni precedenti. I giudici hanno stabilito che l'immobile era abusivo poiché violava le distanze minime stradali fuori dal centro abitato. Inoltre, i proprietari avevano firmato un atto di sottomissione rinunciando a future indennità. Infine, il verbale di consistenza, avente fede pubblica, escludeva l'effettiva occupazione del terreno, non essendo stato contestato con querela di falso. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Condono non basta: no alla revoca ordine di demolizione
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un giudice che aveva concesso la revoca ordine di demolizione per una mansarda abusiva. Il proprietario aveva ottenuto un condono edilizio, confermato anche da una sentenza del tribunale amministrativo. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il giudice penale non può limitarsi a prendere atto del condono, ma ha il dovere di verificare autonomamente e in modo approfondito se tutti i requisiti di legge sono stati rispettati, inclusa l'assenza di vincoli di inedificabilità assoluta. La semplice esistenza di un condono o di una sentenza amministrativa favorevole non è sufficiente a bloccare la demolizione se l'atto di sanatoria è illegittimo.
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Distanza legale strade: la Cassazione chiarisce le norme
Un proprietario ha citato in giudizio un Comune per la costruzione di una strada a meno di 15 metri dalla sua abitazione, sostenendo che la distanza legale fosse di 30 metri. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la distanza legale strade applicabile era quella ridotta di 10 metri. La motivazione si basa sul fatto che l'area, sebbene di aspetto rurale, rientrava in strumenti di programmazione urbanistica (PRG e PAC) esecutivi, condizione sufficiente a giustificare la deroga alla norma generale.
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Prezzo unitario e agevolazioni fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un notaio contro un avviso di liquidazione. Il caso riguardava la vendita di terreni con destinazioni d'uso miste (agricola e non) stipulata con un prezzo unitario. La Corte ha confermato che l'impossibilità di distinguere il valore delle diverse porzioni di terreno impedisce l'applicazione delle agevolazioni fiscali previste solo per la parte agricola. L'inammissibilità è derivata dal fatto che il ricorso criticava l'operato dell'Agenzia delle Entrate anziché la motivazione giuridica della sentenza impugnata.
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