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D.Lgs. n. 82 del 2005, art. 23

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Nullità avviso di accertamento: motivi inammissibili
Una società ha impugnato un avviso di accertamento TASI, sollevando diverse questioni procedurali e di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarando la maggior parte dei motivi inammissibili. L'ordinanza chiarisce i rigorosi requisiti per contestare la nullità dell'avviso di accertamento in sede di legittimità, come la specificità dei motivi, il divieto di nuove eccezioni e i limiti imposti dalla "doppia conforme".
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Comunicazione sentenza PEC: la ricevuta fa fede
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di comunicazione di una sentenza tramite PEC, l'unica prova idonea a dimostrare l'avvenuta notifica è la ricevuta di accettazione e consegna generata dal sistema. Un'attestazione della cancelleria che affermi il contrario non ha valore legale se contraddetta da una ricevuta di mancata consegna. Di conseguenza, se la comunicazione sentenza PEC fallisce e non viene effettuato il successivo deposito in cancelleria, il termine per impugnare non inizia a decorrere.
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Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15504/2025, ha rigettato il ricorso di una società beneficiaria di una scissione societaria, chiamata a rispondere dei debiti fiscali della società scissa. La Corte ha confermato il principio della responsabilità solidale e illimitata della beneficiaria per i tributi anteriori all'operazione, anche se l'accertamento è stato notificato solo alla scissa. Secondo la Corte, la disciplina tributaria della scissione societaria prevede che la beneficiaria abbia facoltà di partecipare ai procedimenti, ma non impone all'Amministrazione Finanziaria un onere di notifica aggiuntivo.
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Notifica avviso di accertamento: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente, confermando la piena validità di un avviso di accertamento. La Corte ha stabilito che la notifica dell'avviso di accertamento eseguita direttamente dall'Agenzia delle Entrate a mezzo posta è legittima. Ha inoltre confermato che la copia cartacea di un atto firmato digitalmente è valida e che la presunzione legale sui versamenti bancari come maggiori ricavi si applica anche ai contribuenti in regime di contabilità semplificata.
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Autonomia atto di contestazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un principio fondamentale in materia tributaria: l'autonomia dell'atto di contestazione delle sanzioni rispetto all'avviso di accertamento dei tributi. Nel caso specifico, un contribuente aveva impugnato entrambi gli atti, ma l'istanza di adesione presentata per l'accertamento non ha sospeso i termini per l'impugnazione dell'atto sanzionatorio. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate su questo punto, cassando la sentenza di merito e dichiarando inammissibile il ricorso introduttivo del contribuente limitatamente alle sanzioni, poiché presentato fuori termine. Viene ribadito che i due procedimenti seguono percorsi giuridici distinti e non sovrapponibili.
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