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d.lgs. n. 758 del 1994

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Sicurezza sul lavoro nei cantieri: ponteggio misto e condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico de Il Titolare dell'Impresa per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro nei cantieri. L'imputato non aveva garantito che il ponteggio fosse montato in conformità al piano di montaggio, uso e smontaggio (PIMUS), utilizzando tubi e giunzioni di marche differenti senza la necessaria certificazione di compatibilità redatta da un professionista abilitato. Nonostante la successiva regolarizzazione, il mancato pagamento della sanzione amministrativa ha impedito l'estinzione del reato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché basato su contestazioni di fatto non esaminabili in sede di legittimità, confermando la sanzione penale e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Estinzione del reato o tenuità del fatto? La Cassazione decide
Un datore di lavoro, dopo un'ispezione, regolarizzava un dipendente in nero e pagava la sanzione di 1.800 euro prescritta dall'autorità di vigilanza. Tuttavia, per un'ulteriore contestazione minore di 140 euro, non pagata per presunto difetto di notifica, chiedeva l'oblazione o l'archiviazione per estinzione del reato. Il GIP disponeva invece l'archiviazione per particolare tenuità del fatto, senza motivare sulla richiesta di estinzione o di oblazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imprenditore, stabilendo che l'estinzione del reato è una formula molto più favorevole rispetto alla particolare tenuità del fatto. Il giudice ha l'obbligo di motivare espressamente il mancato accoglimento di tali istanze più vantaggiose. L'ordinanza è stata annullata con rinvio.
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Sicurezza sul lavoro: adempie alle opere ma non paga la multa
Un'imprenditrice straniera è stata accusata di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro per non aver controllato gli estintori e per l'uso di macchinari non conformi. L'organo di vigilanza ha imposto prescrizioni di regolarizzazione e il pagamento di una sanzione per estinguere il reato. L'imprenditrice ha adempiuto alle prescrizioni ma non ha pagato la sanzione, sostenendo di non aver compreso l'obbligo poiché il verbale non era tradotto nella sua lingua (cinese). Il Tribunale l'ha assolta per mancanza di elemento soggettivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, annullando l'assoluzione: la decisione è contraddittoria poiché l'imputata ha eseguito le prescrizioni (anch'esse non tradotte) e ha ignorato una nota in cinese che spiegava come richiedere assistenza linguistica gratuita.
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Procedura estintiva: quando è valida la notifica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le irregolarità nella notifica del verbale di prescrizione al datore di lavoro non rendono improcedibile l'azione penale. In questo caso, relativo a violazioni sulla sicurezza, la notifica alla sede legale della società è stata ritenuta valida per attivare la procedura estintiva, respingendo il ricorso dell'imprenditore che lamentava di non aver ricevuto personalmente gli atti.
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Particolare tenuità del fatto e sicurezza sul lavoro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice contro la condanna per violazioni della sicurezza sul lavoro. La Corte ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), affermando che l'omessa nomina del medico competente non è un'offesa lieve, e che il successivo adempimento delle prescrizioni non è sufficiente a rendere il reato tenue.
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Particolare tenuità del fatto: la condotta post-reato
Un imprenditore, accusato di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, era stato dichiarato non punibile per la particolare tenuità del fatto. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso, sostenendo che la condotta riparatrice successiva al reato non dovesse essere considerata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, ai sensi della nuova formulazione dell'art. 131-bis c.p., la valutazione deve includere anche la condotta susseguente al reato, come l'adempimento tardivo ma giustificato delle prescrizioni.
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Cattiva conservazione alimenti: quando si applica?
Un ristoratore condannato per cattiva conservazione alimenti ricorre in Cassazione invocando la nuova procedura estintiva della Riforma Cartabia e la non punibilità per tenuità del fatto. La Corte rigetta il ricorso, affermando che il processo penale può procedere anche senza l'attivazione della procedura amministrativa e che la gravità del rischio per la salute pubblica impedisce di considerare il fatto di particolare tenuità, nonostante il successivo pagamento di sanzioni.
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Ricorso inammissibile PM: l’interesse ad impugnare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro una sentenza di prescrizione per reati in materia di sicurezza sul lavoro. Il ricorso inammissibile del PM è stato respinto per carenza di interesse, in quanto non autosufficiente nel dimostrare l'errore del giudice di primo grado sul calcolo dei termini di prescrizione, non avendo allegato gli atti necessari a supporto della sua tesi.
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