La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13757/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei di un concorso pubblico. Il caso riguardava alcuni dipendenti pubblici che, risultati idonei in un concorso interno per la progressione di carriera, avevano chiesto l'assunzione per coprire posti vacanti. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la decisione di utilizzare la graduatoria è una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione, la quale deve operare nel rispetto delle leggi vigenti al momento della decisione, anche se successive al bando di concorso (ius superveniens). Nel caso specifico, una nuova legge aveva introdotto limiti ai concorsi interni, legittimando il diniego dell'amministrazione.
Continua »