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D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 11

7 provvedimenti

Conflitto di interessi: l’appello dell’ente è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro preventivo. La decisione si fonda su un insanabile conflitto di interessi, poiché il legale rappresentante che ha nominato il difensore era anche indagato per il reato da cui discende la responsabilità dell'ente. Tale conflitto è presunto per legge e non ammette prova contraria.
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Concorso reati tributari: la responsabilità dell’extraneus
La Corte di Cassazione conferma la condanna per diversi soggetti coinvolti in una complessa operazione societaria finalizzata all'evasione fiscale. Attraverso una serie di cessioni e nomine di prestanome, gli imputati avevano svuotato una società del suo patrimonio per sottrarsi al pagamento di un ingente debito IVA. La sentenza ribadisce che nel concorso reati tributari rispondono tutti coloro che hanno partecipato al piano criminoso, inclusi i soci originari (extraneus) che hanno creato le premesse per l'evasione, anche se non più amministratori al momento della dichiarazione infedele.
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Revocazione confisca: limiti e requisiti essenziali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23592/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per la revocazione confisca di prevenzione. La Corte ha stabilito che la richiesta non può basarsi su una mera rivalutazione di elementi già giudicati, ma richiede prove nuove e decisive. Inoltre, una successiva pronuncia della Corte Costituzionale non può incidere su un giudicato formatosi su una fattispecie normativa diversa da quella dichiarata incostituzionale.
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Confisca per equivalente: no alla retroattività
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13518/2025, ha annullato una confisca per equivalente disposta a carico di due amministratori per reati tributari. I reati, commessi nel 2012, erano stati dichiarati prescritti, ma la Corte d'Appello aveva confermato la misura ablativa. La Cassazione ha stabilito che la norma che consente la confisca anche dopo la prescrizione (art. 578-bis c.p.p.), avendo natura sostanziale e sanzionatoria, non può essere applicata retroattivamente a fatti antecedenti la sua entrata in vigore, in ossequio al principio di irretroattività della legge penale sfavorevole.
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Sequestro per equivalente: i limiti per i reati tributari
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6295/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore contro un sequestro per equivalente sui suoi beni personali. La misura era stata disposta a seguito di reati tributari commessi dalla società da lui gestita. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro, chiarendo che quando il profitto diretto del reato (l'imposta evasa) non è reperibile nel patrimonio della società perché incapiente, si può procedere in via sussidiaria sui beni dell'amministratore. La sentenza ribadisce la distinzione tra profitto diretto del reato e il reimpiego di tali somme, escludendo che i beni aziendali acquistati successivamente possano essere oggetto di sequestro diretto senza una prova del nesso causale.
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Sequestro preventivo: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imprenditori contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari e autoriciclaggio. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione è limitato alla violazione di legge e non può riesaminare il merito dei fatti (il "fumus commissi delicti") o le censure sulla congruità del valore dei beni sequestrati, per le quali esiste una procedura specifica.
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Periculum in Mora: Sequestro senza motivazione è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando l'annullamento di un sequestro preventivo per reati tributari. La sentenza ribadisce che il provvedimento di sequestro, anche se finalizzato a una confisca obbligatoria, deve contenere una motivazione specifica e concreta sul 'periculum in mora', ovvero il rischio effettivo che i beni vengano dispersi prima della fine del processo. Un generico riferimento ai debiti erariali non è considerato sufficiente.
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