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d.lgs. n. 546 del 1992, art. 48

5 provvedimenti

Onere della prova frode IVA: la Cassazione decide
La Cassazione analizza l'onere della prova frode IVA a carico del contribuente in caso di operazioni soggettivamente inesistenti. L'ordinanza chiarisce che il giudice di merito non può limitarsi a constatare la prova dell'Agenzia, ma deve valutare specificamente la prova contraria del contribuente sulla propria buona fede e diligenza, annullando la decisione precedente e rinviando per un nuovo esame.
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Imposta unica scommesse: il bookmaker paga il conto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9095/2024, ha stabilito che, per gli anni d'imposta antecedenti al 2011, il soggetto tenuto al pagamento dell'imposta unica scommesse è il bookmaker estero che opera in Italia senza concessione, e non i centri di raccolta locali. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni applicate, riconoscendo una condizione di oggettiva incertezza normativa esistente prima delle modifiche legislative del 2010. La decisione chiarisce la ripartizione della responsabilità fiscale nel settore delle scommesse per il passato.
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Imposta unica scommesse: sanzioni annullate
La Corte di Cassazione interviene sull'imposta unica scommesse, annullando le sanzioni a carico di bookmaker esteri per gli anni antecedenti al 2011. La decisione si fonda sul principio di obiettiva incertezza normativa, che rendeva poco chiara la passività d'imposta prima della legge interpretativa del 2010. Resta ferma la debenza del tributo.
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Cessazione materia del contendere: accordo e fine lite
Una società e l'Agenzia delle Entrate hanno risolto una controversia tributaria tramite un accordo conciliativo mentre era in corso un giudizio di revocazione in Cassazione. Su istanza concorde delle parti, la Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al procedimento e compensando le spese legali, poiché era venuto meno l'interesse a proseguire la causa.
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Motivazione rendita catastale: la Cassazione decide
Una società contesta un avviso di accertamento per la rettifica della rendita catastale, vincendo nei primi due gradi di giudizio per carenza di motivazione. La Corte di Cassazione, tuttavia, accoglie il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, chiarendo un principio fondamentale: se la rettifica si basa su una diversa valutazione tecnica e non su dati di fatto differenti da quelli dichiarati dal contribuente, una motivazione sintetica è sufficiente. La Corte, ritenendo adeguata la motivazione dell'avviso, cassa la sentenza impugnata e rigetta il ricorso originario del contribuente.
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