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D.lgs. n. 546 del 1992, art. 21

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28 provvedimenti

Rimborso oneri fideiussori: la Cassazione decide
Una società si è vista negare il rimborso dei costi per una polizza fideiussoria, necessaria per ottenere un'erogazione IVA, perché l'istanza era stata presentata oltre il termine di due anni. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per il rimborso oneri fideiussori si applica la prescrizione ordinaria decennale e non la decadenza biennale prevista per i tributi. La Corte ha chiarito che la garanzia è un rapporto autonomo rispetto all'imposta, accogliendo il ricorso della società.
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Rimborso IVA: il dies a quo per la decadenza
Una società di telecomunicazioni ha richiesto un rimborso IVA per un'imposta versata in eccesso, ma l'istanza è stata respinta per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il termine di decadenza biennale per il rimborso IVA decorre non dalla data di rendicontazione finale di un progetto, ma dal momento in cui il contribuente ha potuto concretamente accertare il versamento indebito, ovvero dalla ricezione della fattura del subappaltatore con aliquota agevolata. La parola chiave è rimborso IVA.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato in Cassazione la validità della notifica di una cartella esattoriale ricevuta via posta, sostenendo anche l'avvenuta prescrizione del debito. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando la piena validità della notifica della cartella esattoriale effettuata tramite raccomandata diretta dall'Agente della Riscossione e ribadendo che il termine di prescrizione per i principali tributi erariali (IRPEF, IRAP, IVA) è di dieci anni.
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Impugnazione tardiva: la notifica sana la prescrizione
Un contribuente impugna un'intimazione di pagamento per prescrizione. La Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la mancata contestazione di precedenti intimazioni rende l'impugnazione tardiva e cristallizza il debito, sanando anche l'eventuale prescrizione già maturata.
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Rimborso sisma: la residenza è requisito decisivo
Una contribuente ha richiesto un rimborso fiscale previsto per le vittime del sisma siciliano del 1990. Sebbene lavorasse in un'area colpita, la sua residenza era altrove. Le corti di merito le hanno dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. L'ordinanza stabilisce che per ottenere il rimborso sisma è indispensabile dimostrare di essere stati residenti in uno dei comuni designati al momento del terremoto, ponendo l'onere della prova a carico del richiedente.
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Rimborso IRBA: la Cassazione decide su chi deve pagare
Una società fornitrice di carburante ha richiesto il rimborso dell'IRBA (Imposta Regionale sulla Benzina per Autotrazione) versata, sostenendone l'illegittimità secondo il diritto UE. La Corte di Cassazione, con la sentenza 6619/2025, ha accolto il ricorso, stabilendo principi fondamentali sul rimborso IRBA. Ha chiarito che l'imposta è incompatibile con le direttive europee per mancanza di una 'finalità specifica'. Inoltre, ha identificato l'Agenzia delle Dogane come l'unico soggetto tenuto alla restituzione (legittimazione passiva) e ha posto a carico dell'Amministrazione finanziaria l'onere di provare l'avvenuta traslazione del costo sul consumatore finale.
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Rimborso IVA cessazione attività: la guida completa
Un contribuente ha richiesto un rimborso IVA dopo la cessazione della propria attività. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ritenendo l'istanza tardiva. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di rimborso IVA per cessazione attività, la compilazione del quadro RX4 nella dichiarazione annuale è sufficiente per far scattare il termine di prescrizione ordinario di dieci anni, e non il più breve termine di decadenza biennale. La Corte ha quindi accolto il ricorso del contribuente su questo punto, cassando la sentenza precedente e rinviando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Onere della prova: appello inammissibile senza prova
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. Sia in primo che in secondo grado, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che l'onere della prova della tempestiva notifica del ricorso grava sul contribuente. La mancata produzione di tale prova, vizio rilevabile d'ufficio dal giudice, rende l'impugnazione inammissibile, impedendo l'esame nel merito della questione.
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