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D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, comma 2

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Rimborso IVA: la decadenza biennale se non richiesto
La Cassazione chiarisce la decadenza biennale per il rimborso IVA. Una società si vede negare il rimborso perché la richiesta non era chiara nella dichiarazione, optando implicitamente per la compensazione. La Corte conferma che la richiesta di rimborso deve essere esplicita e tempestiva per evitare la decadenza.
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Rivalutazione immobile: no rimborso se perdi proprietà
Una società immobiliare ha pagato un'imposta sostitutiva per la rivalutazione di un immobile che, di fatto, le era stato sottratto a seguito di un'occupazione illegittima da parte di un ente pubblico. Anni dopo, una sentenza della Corte Europea ha confermato la perdita della proprietà, spingendo la società a chiedere il rimborso del tributo. La Corte di Cassazione ha negato il rimborso, qualificando il versamento per la rivalutazione di un immobile come una scelta volontaria e negoziale del contribuente, non soggetta a restituzione anche se basata su un presupposto (la proprietà) poi venuto meno.
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Società non operativa: rimborso IVA sempre legittimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33443/2024, ha stabilito che a una società non operativa non può essere negato il rimborso del credito IVA basandosi unicamente sul mancato raggiungimento di soglie di ricavo predeterminate dalla legge. Conformemente al diritto europeo, il fattore decisivo è l'effettivo svolgimento di un'attività economica, anche se in fase preparatoria. Il diritto al rimborso può essere negato solo in presenza di frode o abuso, la cui prova spetta all'Amministrazione finanziaria.
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Rimborso IVA tardivo: la Cassazione sui termini
Una società di infrastrutture ha richiesto un rimborso per l'IVA versata in eccesso, ma l'istanza è stata considerata un rimborso IVA tardivo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il termine di decadenza applicabile è quello biennale previsto dall'art. 21 del D.Lgs. 546/1992. Il termine decorre dal momento in cui il contribuente ha la possibilità di accertare l'errore, ovvero dalla ricezione delle fatture del subappaltatore con l'aliquota corretta, e non da scadenze successive legate alla rendicontazione del progetto.
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Rimborso credito IRES: sì con dichiarazione integrativa
Una società che aveva versato IRES in eccesso ha presentato una dichiarazione integrativa per recuperare il credito. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso, sostenendo che il credito poteva essere usato solo in compensazione. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, stabilendo che la richiesta di rimborso è un'opzione legittima e alternativa alla compensazione. La presentazione della dichiarazione integrativa a favore equivale già a un'istanza di rimborso.
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