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d.lgs. n. 509/94

12 provvedimenti

Contributo di solidarietà: limiti alle casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa di previdenza professionale sui trattamenti pensionistici già maturati. La decisione ribadisce che ogni prelievo forzoso sulle pensioni deve essere autorizzato da una legge dello Stato, in ossequio all'articolo 23 della Costituzione. L'autonomia regolamentare degli enti previdenziali privatizzati non permette di istituire autonomamente trattenute di natura solidaristica senza una specifica copertura normativa primaria, specialmente quando tali prelievi hanno carattere straordinario e non incidono strutturalmente sui criteri di calcolo della pensione.
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Contributo ENPAM 2%: quando non è dovuto?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un ente previdenziale che pretendeva il pagamento del Contributo ENPAM 2% sul fatturato di una società operante nel settore dell'ossigenazione iperbarica. La decisione conferma che tale prelievo si applica solo alle prestazioni specialistiche che richiedono l'apporto diretto di medici. Nel caso specifico, l'attività era monitorata da tecnici e i medici erano presenti solo in regime di reperibilità per emergenze. Poiché l'accertamento della natura della prestazione è una valutazione di fatto, la Cassazione ha ritenuto insindacabile la sentenza d'appello che escludeva l'obbligo contributivo per mancanza di un intervento medico specialistico diretto.
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Definizione agevolata: no alle casse professionali
Un professionista richiedeva un supplemento di pensione dopo aver saldato i contributi tramite la "definizione agevolata". I giudici di merito gli avevano dato ragione, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che la definizione agevolata si applica solo agli enti previdenziali pubblici e non alle casse professionali private, data la loro natura giuridica distinta e la loro autonomia finanziaria. Di conseguenza, il debito per le sanzioni non era estinto.
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Massimale pensionistico: illegittimo per le vecchie pensioni
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità dell'applicazione di un massimale pensionistico a un professionista la cui pensione è iniziata prima del 1° gennaio 2007. La Corte ha ribadito che, prima della L. 296/06, le Casse non avevano il potere di imporre tetti alle pensioni. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per i ratei arretrati.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tali enti non possono introdurre prelievi tramite regolamento, poiché tale potere spetta solo alla legge. Inoltre, ha confermato la prescrizione decennale per la restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
Un ente previdenziale ha imposto un "contributo di solidarietà" sulle pensioni esistenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo tale prelievo, affermando che solo il legislatore statale, e non un ente autonomo, può imporre simili obbligazioni patrimoniali. La Corte ha inoltre confermato che il diritto a richiedere il rimborso è soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni, non a quella breve di cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
Una cassa di previdenza professionale ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il prelievo illegittimo, affermando che solo lo Stato può introdurre prestazioni patrimoniali imposte, nel rispetto della riserva di legge. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato al rimborso si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Iscrizione Albo professionale e obbligo Cassa
Un professionista, iscritto al proprio albo, ha contestato delle cartelle di pagamento della sua Cassa di previdenza, sostenendo di svolgere l'attività solo in modo occasionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'iscrizione all'Albo professionale crea una presunzione legale dell'esercizio dell'attività. Tale presunzione comporta l'obbligo di iscrizione e versamento dei contributi alla Cassa di categoria. Spetta al professionista fornire la prova contraria, ovvero di non aver svolto in alcun modo l'attività, neanche in forma saltuaria. La coesistenza di un'iscrizione ad altra gestione previdenziale per un'attività differente non esonera da tale obbligo.
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Iscrizione Cassa Professionale: quando non è dovuta
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla cassa professionale per un geometra, che è anche lavoratore dipendente, sorge solo se svolge effettivamente un'attività professionale autonoma, anche se in modo occasionale. Poiché nel caso specifico i giudici di merito avevano accertato l'assenza di qualsiasi attività professionale distinta da quella di lavoratore dipendente, la richiesta di contributi da parte della cassa previdenziale è stata respinta, confermando che la sola iscrizione all'albo non è sufficiente a creare l'obbligo contributivo.
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Obbligo contributivo geometri: basta l’attività saltuaria
Un geometra, pur essendo iscritto all'albo, era stato esonerato dal pagamento dei contributi previdenziali dalla Corte d'Appello poiché la sua attività professionale non era continuativa. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che l'obbligo contributivo geometri verso la propria cassa di previdenza sussiste anche se l'attività professionale è svolta in modo solo occasionale o sporadico. La Corte ha confermato la legittimità dello statuto della cassa previdenziale che impone un contributo minimo a tutti gli iscritti, a prescindere dalla continuità dell'esercizio e dalla produzione di reddito.
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Obbligo contributivo professionisti: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione a un albo professionale è sufficiente a generare l'obbligo contributivo verso la cassa di previdenza di categoria. La Corte ha accolto il ricorso di un ente previdenziale contro un professionista che si opponeva al pagamento dei contributi minimi, sostenendo che la sua attività fosse solo occasionale. Secondo la Suprema Corte, l'obbligo contributivo dei professionisti sussiste a prescindere dalla continuità e dalla redditività dell'attività, in virtù del potere regolamentare della cassa.
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Contributo modulare obbligatorio: è previdenza base
Un avvocato ha contestato la natura del contributo modulare obbligatorio versato alla propria Cassa di previdenza, chiedendone il trasferimento o la restituzione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale contributo rientra nella previdenza di base obbligatoria e non in quella complementare, la cui adesione è volontaria. La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente generiche e non pertinenti alla ratio decidendi della Corte d'Appello.
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