La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17222/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di capitali detenuti all'estero. Il caso riguarda una contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate contestava redditi non dichiarati per gli anni 2005-2008, applicando la presunzione di evasione introdotta nel 2009. La Corte ha chiarito che tale presunzione ha natura sostanziale e non può essere applicata retroattivamente. Di conseguenza, per i periodi d'imposta antecedenti al 1° luglio 2009, l'onere di provare l'evasione non si inverte automaticamente, ma spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrarla tramite presunzioni semplici. È stato invece confermato il carattere retroattivo delle norme procedurali che raddoppiano i termini per l'accertamento. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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