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d.lgs. n. 42 del 2004 (art. 181)

6 provvedimenti

Reato edilizio: cantiere fermo non basta a fermare la condanna
Una proprietaria, condannata per aver costruito un immobile abusivo in zona sismica e con vincolo paesaggistico, ricorre in Cassazione sostenendo che il reato fosse prescritto, dato che i lavori erano sospesi da tempo. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla **cessazione della permanenza del reato edilizio**. La semplice interruzione dei lavori non è sufficiente a fermare il reato. La permanenza cessa solo con l'ultimazione completa dell'opera (incluse le rifiniture), con un provvedimento di sequestro o con la dimostrazione di una volontà definitiva di abbandonare la costruzione. Poiché l'immobile era ancora al rustico e l'intenzione di proseguire era evidente, la condanna è stata confermata.
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Abusi edilizi in zona sismica: la responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per abusi edilizi in zona sismica a carico di una proprietaria. Anche per opere di consolidamento come la sostituzione di piattabande, è necessaria la denuncia al Genio Civile. Il proprietario è responsabile anche se incarica un tecnico, per omessa vigilanza.
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Lottizzazione abusiva: confisca anche con prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40784/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni imputati, confermando la confisca di un vasto complesso immobiliare sorto su un'area agricola a seguito di una lottizzazione abusiva. La Corte ha stabilito che la confisca è legittima anche se il reato è prescritto, a condizione che l'accertamento della responsabilità sia avvenuto nel pieno contraddittorio prima della maturazione del termine di prescrizione. Nel caso specifico, la trasformazione del territorio era talmente radicale da integrare il reato, a prescindere dalla parziale urbanizzazione preesistente.
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Ordine di demolizione: quando resta valido?
La Corte di Cassazione ha confermato un ordine di demolizione per opere abusive, stabilendo che, anche in caso di estinzione del reato edilizio, la condanna definitiva per il connesso reato paesaggistico è sufficiente a mantenere in vigore l'ordine di ripristino dei luoghi, che assorbe e comprende la demolizione. Le istanze di condono edilizio, in tale contesto, non sono rilevanti per bloccare l'esecuzione, essendo necessaria una specifica autorizzazione paesaggistica.
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Confisca per lottizzazione abusiva: sì, ma con prove
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di reati edilizi. In un caso di lottizzazione abusiva, anche se il reato è dichiarato estinto per prescrizione, la confisca dell'immobile può essere disposta solo dopo un rigoroso e completo accertamento della responsabilità penale dell'imputato. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello che aveva confermato la confisca per lottizzazione abusiva senza questa approfondita valutazione, sottolineando la necessità di un giudizio di merito pieno e non di una semplice verifica dell'assenza di prove di innocenza.
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Giudicato amministrativo e sequestro penale: la Cassazione
Una società turistica contesta un sequestro penale per lottizzazione abusiva, basandosi su una sentenza del TAR favorevole. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che il giudicato amministrativo non è vincolante per il giudice penale, il quale deve condurre una valutazione autonoma sulla sussistenza del reato e del pericolo che ne deriva. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro preventivo.
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