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D.Lgs. n. 40 del 2006

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87 provvedimenti

Rinuncia al ricorso: come si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, formalmente accettata dalla controparte. La decisione si fonda sulla verifica dei requisiti previsti dagli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, che disciplinano tale istituto processuale, senza disporre sulle spese del giudizio di legittimità.
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Estinzione del processo per rinuncia: la Cassazione
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. A seguito della rinuncia del ricorrente, accettata dalla controparte, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. La decisione sottolinea che, in conformità con il Codice di procedura civile, in questi casi non si provvede alla liquidazione delle spese legali del giudizio di cassazione.
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Rinuncia ricorso Cassazione: effetti e procedura
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, formalmente accettata dalle controparti. Il decreto chiarisce che, in caso di rinuncia accettata, il procedimento si chiude senza una pronuncia sulle spese di lite, applicando le norme del codice di procedura civile.
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Contrattazione integrativa: i limiti del ricorso
Una docente impugna il diniego di trasferimento basato sulla presunta errata applicazione della contrattazione integrativa. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che non può interpretare direttamente la contrattazione integrativa, a meno che non si lamenti un contrasto con norme di legge imperative o con la contrattazione nazionale.
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Contratto collettivo integrativo: Cassazione inammissibile
L'appello di una docente riguardante la mobilità per l'anno scolastico 2016/2017 è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha stabilito che non può reinterpretare direttamente un contratto collettivo integrativo. Un ricorso di questo tipo è valido solo se denuncia la violazione di specifiche norme sull'interpretazione dei contratti o un conflitto con leggi di rango superiore, cosa che non è avvenuta nel caso di specie. La decisione dei giudici di merito è stata quindi confermata.
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Incarico professionale PA: la forma scritta è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22158/2025, affronta il caso di un professionista contro un Comune per il mancato pagamento di prestazioni. La Corte ribadisce che un incarico professionale PA (Pubblica Amministrazione) richiede inderogabilmente la forma scritta del contratto, a pena di nullità. Sebbene il ricorso del professionista contro la nullità dell'incarico venga respinto, la Cassazione accoglie il motivo relativo all'omessa pronuncia sulla domanda di arricchimento senza causa, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Massa vestiario: è retribuzione o strumento di lavoro?
La Corte di Appello di Firenze, in sede di rinvio dalla Cassazione, ha stabilito che l'equivalente monetario della divisa aziendale, o massa vestiario, non costituisce retribuzione e non deve essere incluso nel calcolo del TFR. La sentenza chiarisce che la divisa, imposta per esigenze di riconoscibilità e immagine aziendale e il cui costo è interamente a carico del datore di lavoro, va qualificata come mero strumento di lavoro e non come un benefit per il dipendente, ribaltando le precedenti decisioni di merito.
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