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d.lgs. n. 344 del 2003

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Associazione in partecipazione: costo indeducibile se l’apporto è misto
La Corte di Cassazione ha negato la deducibilità dei costi di un'associazione in partecipazione ai fini IRAP. Un'azienda aveva dedotto il compenso pagato alla sua associata, la quale forniva una prestazione 'mista' di servizi e uso di impianti. Secondo i giudici, la legge fiscale esclude la deducibilità quando l'apporto non è esclusivamente di opere e servizi, ma include anche una componente di capitale, come la concessione in uso di beni. Di conseguenza, l'Amministrazione Finanziaria ha legittimamente recuperato l'imposta, poiché la qualificazione fiscale del costo prevale su quella contabile. La sentenza conferma un principio restrittivo sulla deducibilità costi associazione in partecipazione.
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Utili extracontabili: quando si presumono distribuiti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33323/2023, ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo a una società a ristretta base partecipativa. La Corte ha precisato che il regime di tassazione parziale previsto per i dividendi non si applica a tali profitti, in quanto derivanti da evasione fiscale a livello societario. Nel caso di specie, il ricorso di un socio è stato rigettato, mentre la posizione di un altro è stata archiviata per adesione alla definizione agevolata.
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Obbligo iscrizione gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28729/2024, ha stabilito che gli avvocati non iscritti alla propria cassa di previdenza hanno l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. La Corte ha anche chiarito importanti principi sul calcolo della prescrizione dei contributi, specificando che il termine decorre dalla scadenza del versamento, tenendo conto di eventuali proroghe, e non dalla data della dichiarazione dei redditi. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Gestione separata avvocati: obbligo sotto i 5000 euro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24192/2024, ha stabilito che un avvocato iscritto all'albo, ma non alla Cassa Forense per reddito inferiore a 5.000 euro, non è automaticamente esonerato dall'iscrizione alla gestione separata. Il criterio determinante non è il reddito, ma l'abitualità dell'attività professionale, che il giudice di merito deve accertare. Un reddito basso è solo uno degli indizi, non la prova decisiva per qualificare l'attività come occasionale. La Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che escludeva l'obbligo contributivo basandosi unicamente sulla soglia di reddito.
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Utili extracontabili: la presunzione di distribuzione
La Cassazione conferma che per le società a ristretta base sociale, gli utili extracontabili si presumono distribuiti ai soci. Il Fisco può quindi accertare il maggior reddito in capo al socio, che ha l'onere di provare il contrario. Rigettato il ricorso del contribuente, che contestava anche la validità della firma dell'atto da parte di un funzionario delegato.
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Utili extracontabili: le presunzioni fiscali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2494/2024, ha chiarito la validità delle presunzioni fiscali in materia di accertamento di utili extracontabili per le società a ristretta base. A seguito di un ricorso dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva parzialmente invalidato l'accertamento, ribadendo che i movimenti bancari ingiustificati possono essere considerati ricavi e che gli utili non contabilizzati si presumono distribuiti ai soci. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Frode fiscale liquidatore: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni per un liquidatore accusato di frode fiscale. Il reato consisteva nell'aver utilizzato, nella dichiarazione IVA, fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, anche se queste erano state acquisite dalla gestione precedente. La Corte ha stabilito che la responsabilità penale ricade su chi firma la dichiarazione, poiché ha il dovere di verificare la contabilità. Lo status di socio di maggioranza, detenuto prima della nomina a liquidatore, ha rafforzato la prova dell'intenzionalità, rendendo la difesa basata sulla buona fede inefficace. La sentenza chiarisce i doveri e le responsabilità del liquidatore in materia di frode fiscale.
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Utili extracontabili: quando si applica la presunzione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32317/2024, ha esaminato il caso di un socio di una società a ristretta base, accertato per maggiori redditi da partecipazione. La controversia verteva sulla corretta determinazione degli utili extracontabili da attribuire al socio. La Corte ha stabilito che, in caso di utili non contabilizzati ('in nero'), la presunzione di distribuzione al socio si applica sull'intero importo dei maggiori ricavi accertati in capo alla società, senza poter dedurre le imposte Ires e Irap. Tale meccanismo non viola il divieto di doppia imposizione. La Corte ha però accolto il motivo relativo all'applicazione di sanzioni più favorevoli sopravvenute.
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COSAP concessionaria autostradale: quando si paga?
Una società concessionaria autostradale ha contestato il pagamento del canone (COSAP) richiesto da un Comune per i viadotti che sovrastano le strade municipali, sostenendo di essere esente in quanto l'opera è di interesse statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la COSAP per una concessionaria autostradale è dovuta. La Corte ha chiarito che il soggetto passivo del canone è l'entità che occupa di fatto lo spazio e ne trae un beneficio economico, ovvero la società concessionaria, indipendentemente dalla proprietà statale dell'infrastruttura.
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