Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che il tetto alla retribuzione giornaliera previsto da una legge del 1971 non dovesse più applicarsi alla parte di pensione maturata dopo il 1992 (Quota B), a seguito di una riforma del 1997. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale, stabilendo che non c'è stata alcuna abrogazione tacita della vecchia norma. Il limite, noto come **massimale pensionabile lavoratori spettacolo**, resta pienamente in vigore anche per la Quota B. La Corte ha sottolineato che questa scelta del legislatore è fondamentale per garantire la sostenibilità economica del sistema previdenziale di categoria, evitando squilibri. Di conseguenza, la richiesta del lavoratore è stata respinta.
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