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D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 19

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Spoil system e dirigenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un dirigente regionale il cui incarico di Capo Dipartimento era stato revocato in applicazione del meccanismo dello spoil system. La Corte ha stabilito che, data la natura apicale e fiduciaria della posizione, che implica collaborazione con l'organo politico, la revoca basata sul cambio di amministrazione è legittima. La natura dell'incarico prevale sulle clausole del contratto individuale.
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Reverse charge oro: quando si applica e chi prova
La Cassazione chiarisce i presupposti per l'applicazione del regime del reverse charge oro. L'ordinanza stabilisce che l'onere di provare la destinazione del materiale alla fusione, e non al consumo finale, spetta al contribuente. Nel caso di specie, una orefice non ha fornito tale prova, vedendosi negare il beneficio fiscale.
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Notifica cartella pagamento: la Cassazione conferma
Una società ha impugnato una cartella di pagamento contestando le modalità di notifica, la mancanza di firma sul ruolo e la legittimità della riscossione in pendenza di giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha confermato che la notifica della cartella di pagamento effettuata direttamente dall'Agente della riscossione tramite raccomandata con avviso di ricevimento è pienamente valida. Inoltre, ha ribadito che la mancata sottoscrizione del ruolo, essendo un atto interno, non invalida la cartella e che la riscossione frazionata dei due terzi dell'imposta dopo la sentenza di primo grado sfavorevole al contribuente è conforme alla legge.
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Retribuzione dirigente: no all’assegno ad personam
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dirigente pubblico non ha diritto a mantenere un assegno ad personam, concesso per conservare una precedente e più alta retribuzione, al momento del rinnovo di un nuovo incarico di valore economico inferiore. Tale assegno, legato al precedente ruolo poi soppresso, non può essere considerato parte integrante della retribuzione del nuovo incarico. La decisione riforma le sentenze dei giudici di merito che avevano dato ragione al dirigente, affermando un principio di coerenza tra incarico e retribuzione dirigente nel pubblico impiego, specialmente nel contesto di riorganizzazioni aziendali.
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Indennità sostitutiva dirigente medico: la Cassazione
Un dirigente medico ha svolto per anni funzioni di direttore di struttura complessa senza contratto formale. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, ha stabilito che in questi casi non si configura lo svolgimento di mansioni superiori e non spetta la retribuzione piena del ruolo superiore. Al lavoratore è dovuta esclusivamente l'indennità sostitutiva dirigente medico, come previsto dal contratto collettivo nazionale. La pronuncia chiarisce che la durata prolungata dell'incarico non modifica questo principio.
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