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d.lgs. n. 159 del 2015, art. 1

5 provvedimenti

Annullamento debiti per silenzio-assenso: non se c’è causa in corso
Un contribuente chiede la cancellazione dei propri debiti fiscali basandosi sull'annullamento debiti per silenzio-assenso, poiché l'Agente della riscossione non ha risposto entro 220 giorni a una sua istanza di sospensione. I giudici di secondo grado gli danno ragione. La Corte di Cassazione, però, ribalta la decisione. La Corte stabilisce che la cancellazione automatica non si applica se il debito è già oggetto di una causa in tribunale (sub iudice). La procedura amministrativa di sospensione non può prevalere su un giudizio pendente. Pertanto, il semplice decorso del tempo non è sufficiente a estinguere il debito se questo è già contestato in un processo.
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Sospensione legale riscossione: quando è inefficace
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente che chiedeva l'annullamento di debiti fiscali per il silenzio dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. La decisione si fonda sul fatto che la richiesta di sospensione legale riscossione era generica, non preceduta da un atto di riscossione valido (un estratto di ruolo non è sufficiente) e perché il contribuente aveva già chiesto la rateizzazione, riconoscendo così il debito.
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Intimazione di pagamento: quando è legittima?
Un contribuente impugnava un'intimazione di pagamento relativa a un debito fiscale risalente al 1986. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, respingendo tutti i sei motivi presentati, tra cui vizi di notifica, prescrizione e illegittimità dell'agente della riscossione. La sentenza conferma che l'intimazione di pagamento è valida se fa riferimento alla cartella precedentemente notificata e che l'impugnazione sana eventuali vizi di notifica, consolidando la legittimità della pretesa erariale.
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Silenzio Assenso Riscossione: Limiti e Condizioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che invocava l'annullamento di un debito tributario per silenzio assenso riscossione. La Corte ha chiarito che l'annullamento automatico del debito dopo 220 giorni di silenzio dell'ente non è un meccanismo automatico, ma si applica solo se la richiesta di sospensione del contribuente è fondata su motivi sostanziali e tassativi previsti dalla legge, come un pagamento già avvenuto o la prescrizione del credito. Inoltre, la questione deve essere sollevata nel ricorso iniziale e non in una fase successiva del processo.
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Annullamento debiti fiscali: la dichiarazione va motivata
Una società ha richiesto l'annullamento di debiti fiscali ai sensi della Legge 228/2012. I giudici di merito hanno respinto la richiesta perché presentata in ritardo. La Corte di Cassazione, pur confermando il rigetto, ha corretto la motivazione: l'annullamento dei debiti fiscali non può avvenire se il contribuente, nella sua dichiarazione, non specifica quale delle cause tassativamente previste dalla legge (es. prescrizione, pagamento già effettuato) giustifichi la richiesta. La mancanza di questa motivazione rende l'istanza infondata a prescindere dalla sua tempestività.
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